Scopri le trappole dei ristoranti turistici: menu senza prezzi, sovrapprezzi, mancia doppia e finti sconti. Consigli per leggere il conto ed evitarle.
Quando partiamo per le vacanze, vogliamo staccare, mangiare bene e goderci l’attimo. Ma a volte le cose prendono una piega storta: il piatto che in foto sembrava irresistibile, un conto che lievita tra voci inattese, e il cameriere che insiste perché si paghi persino ciò che non si è ordinato. Nelle mete più battute, alcuni ristoranti ricorrono a piccoli espedienti per spremere qualche euro in più dai clienti. Ecco come funziona — e come evitarlo.
Immagina di sederti, ricevere un bel menu — e non trovare i prezzi. Oppure il menu è solo in una lingua che non capisci. È così che le brutte sorprese arrivano con il conto. Succede spesso in Giappone e a Lisbona, dove ai visitatori può capitare un menu più caro mentre ai residenti viene dato quello standard.
Anche quando i prezzi sono in chiaro, il conto non è necessariamente limpido. Le aggiunte si insinuano. In un ristorante sul lago di Como, in Italia, c’è un sovrapprezzo di 2 euro per il tavolo con vista. È una cifra piccola, e molti neanche si accorgono di averla pagata.
Sul conto possono comparire anche pane, acqua, posate o persino la musica. Queste voci spesso non sono indicate nel menu, ma ci si aspetta comunque che le paghiate.
A volte il personale porta piatti non richiesti, spacciandoli per un omaggio, e poi li inserisce nel conto. Capita anche il gioco delle tre carte: ordini una cosa, te ne arriva un’altra più costosa. A Venezia, alcuni turisti si sono visti cambiare l’ordine e poi chiedere il pagamento della versione più cara.
In alcuni Paesi, come negli Stati Uniti o in Europa, il servizio può essere già incluso nel conto, ma il personale può comunque aspettarsi qualcosa in più. Così si finisce per lasciare la mancia due volte. E se non ci si accorge che è già compresa, difficilmente qualcuno lo farà notare.
Se qualcuno ti ferma fuori e ti invita a entrare parlando di un’offerta o di uno sconto, meglio andarci piano. Spesso è solo un’esca. A Roma, ai turisti si promette un pranzo a 10 euro, ma il conto può arrivare a 30 una volta aggiunti acqua, pane e un dolce “facoltativo”.
Ecco alcune abitudini semplici che aiutano a evitare problemi:
— Chiedi sempre un menu con i prezzi.
— Scegli locali un po’ defilati rispetto alle attrazioni principali.
— Prima di pagare, controlla il conto con attenzione. Se qualcosa non è chiaro, chiedi.
— Leggi in anticipo le recensioni.
— Non esitare a rifiutare un piatto se te lo stanno imponendo.
Una vacanza dovrebbe essere sinonimo di leggerezza, non di delusione. La maggior parte di bar e ristoranti gioca pulito e vuole davvero che la tua serata sia piacevole. Eppure ce ne saranno sempre alcuni pronti a lucrare sui viaggiatori distratti. Conoscere in anticipo i loro stratagemmi rende facile schivare le trappole — così la cena all’estero resta un bel ricordo, non un guastafeste.