Čarodějnice: come la Repubblica Ceca saluta l’inverno

Čarodějnice in Repubblica Ceca: falò e festa di primavera
By RomanM82 - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Scopri la čarodějnice in Repubblica Ceca: falò di fine aprile, streghe di paglia, salsicce e musica. Un rito di primavera che celebra la fine dell’inverno.

Ogni anno nella Repubblica Ceca, la fine di aprile ridà vita a decine di falò. La gente si ritrova in parchi e radure, incendia streghe di paglia, cuoce salsicce e festeggia fino a notte fonda. Non è uno spettacolo né Halloween: è la čarodějnice, parola ceca che significa "streghe".

Il clima è allegro, adatto alle famiglie e lontano da qualsiasi brivido, qualunque cosa suggerisca il nome.

La strega è solo un fantoccio

Nessuno brucia una strega vera. È una figura semplice di paglia e abiti vecchi, che sostituisce l’inverno—la stagione che tutti sono pronti a congedare. Le fiamme, nella lettura comune, bruciano il buio dei mesi freddi e aprono la strada alla primavera.

La festa si chiama pálení čarodějnic, letteralmente "bruciatura delle streghe". Per fortuna non ha nulla a che vedere con streghe reali o cacce.

Perché a fine aprile?

La scelta della data non è casuale. È la vigilia delle celebrazioni del Primo Maggio e, in alcuni Paesi europei, la serata è conosciuta come Notte di Valpurga. Un tempo si credeva che le streghe si radunassero proprio allora e che i fuochi tenessero lontano il male. Nelle terre ceche quel racconto antico si è mescolato alle usanze locali, e il risultato è una festa di primavera vivida.

Oggi il messaggio è uno: l’inverno è alle spalle e il calore è il benvenuto.

Come festeggiano i cechi?

La čarodějnice di oggi somiglia a una notte dei falò tra amici, solo più animata e più grande. Le famiglie arrivano insieme, portano da mangiare, arrostiscono salsicce (špekáčky) sulla brace e organizzano mini-concerti, giochi e feste. I bambini costruiscono i propri fantocci, si travestono da streghe e partecipano a gare.

Nelle grandi città come Praga, l’evento si trasforma in veri festival con musica, palchi e fuochi d’artificio. Nei villaggi lo spirito non è meno caldo—in tutti i sensi—e la serata somiglia più a una rimpatriata di quartiere che a un rito.

È un rito antico?

Lo si definisce spesso una tradizione antica, ma non ci sono prove solide che il rogo della strega sia un vecchio rito d’addio all’inverno. Piuttosto appare come un intreccio di racconti europei, abitudini quotidiane e una semplice predilezione per il fuoco e per la primavera.

Alcuni paragonano la čarodějnice alla Maslenitsa russa, dove si brucia un fantoccio per salutare l’inverno. La variante ceca è che la figura è una strega e non la bambola di Maslenitsa.

La tradizione ha futuro

Negli ultimi anni la celebrazione è diventata ancora più popolare—soprattutto nelle città, dove molti cercano di staccare dalla routine e radunarsi attorno al fuoco, semplicemente per stare insieme. Il centro non è la strega, ma il calore: fiamme nel buio, vicini uno accanto all’altro, risate, odore di fumo e quella sensazione pacata che giorni migliori stiano arrivando.

Il modo ceco di bruciare la strega non parla di buio o paura, ma di primavera, tepore e gioia. Segna l’istante in cui l’inverno si fa da parte e arriva qualcosa di nuovo. E se la strega finisce tra le fiamme, ciò che resta sono i ricordi—nitidi e vivi come lingue di fuoco in una notte di primavera.