Le oasi di Kaoar nel Sahara del Niger: tra sale e datteri

Kaoar, le oasi uniche del Sahara in Niger: Bilma, Dirkou
By Wassim atik - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Scopri Kaoar, la catena di oasi nel Sahara del Niger: Bilma e Dirkou tra sale, natron e datteri. Storia, paesaggio e vita nel deserto. Snodo vitale del Sahara.

Nell’est del deserto del Ténéré, nel pieno Sahara, c’è un luogo sorprendente: Kaoar. Non è né una città né un villaggio, ma una collana di oasi addossate alla base di un altopiano sabbioso. Dove le dune sembrano non finire mai, all’improvviso compaiono macchie di verde, insieme all’acqua e alla vita.

Dove si trova Kaoar e che cos’è

Kaoar è una lunga fascia di oasi verdeggianti nel nord-est del Niger, vicino ai confini con Libia e Ciad. Qui si trovano piccoli insediamenti come Bilma, Dirkou, Aney e Séguédine. A confronto con le grandi città possono sembrare modesti, eppure in questa regione assetata hanno un peso notevole.

Le oasi esistono grazie al paesaggio: un’alta scarpata protegge l’area dalla sabbia e l’umidità si raccoglie ai suoi piedi. Qui crescono palme da dattero, accanto a pozzi e piccoli orti. Insieme rendono possibile la vita dove l’acqua è il bene più prezioso.

Bilma: un’oasi di sale e datteri

Bilma è una delle oasi più note di Kaoar. Qui si producono sale e natron (un sale minerale usato nella vita quotidiana e in medicina). Si coltivano anche i datteri, importanti sia come alimento sia come merce da vendere.

In passato da Bilma partivano grandi carovane di dromedari cariche di sale. Oggi sono rare, ma l’estrazione del sale resta un pilastro della vita locale.

Dirkou: un passaggio attraverso il deserto

Dirkou è un’altra località importante di questa catena di oasi. Più a nord, è stata a lungo una tappa per chi attraversava il deserto. Oggi vi passano spesso non solo merci, ma anche persone dirette verso altri Paesi, il che la rende un punto rilevante lungo le rotte migratorie.

Perché queste oasi contano

Le oasi di Kaoar non sono semplici macchie gradevoli in mezzo alla sabbia. In un clima così secco e rovente diventano linee di salvezza: luoghi dove trovare acqua, cibo e riposo. Per questo questi insediamenti contano per l’intero Paese, sia per la sopravvivenza sia per l’economia. È difficile esagerarne il ruolo.

Con il clima che cambia e un numero maggiore di persone in transito nel deserto, questi luoghi potrebbero diventare ancora più determinanti. È probabile che l’attenzione si concentri prima di tutto su di loro, sia per fornire assistenza sia per tutelare la natura.

Kaoar mostra come le persone riescano ad andare avanti anche nelle condizioni più dure. Si coltivano ancora i datteri, si estrae ancora il sale, e le tradizioni passano di generazione in generazione. Le oasi resistono tra le sabbie: un promemoria che, anche nel cuore del deserto, la vita resiste.