Abbiamo cercato il teatro delle ombre clandestino di Teheran: tra storia dimenticata, festival e scena underground, ecco perché resta una leggenda in Iran
Talvolta le storie più intriganti sono proprio quelle che non tornano del tutto. A Teheran, città rumorosa e stratificata, resiste una voce su un luogo singolare: da qualche parte in periferia, si mormora di un magazzino abbandonato dove, di notte, prenderebbe vita un autentico teatro delle ombre. Niente manifesti, niente promozione: solo luce, mani e sagome. Siamo andati a vedere cosa regge alla prova dei fatti: ecco cosa abbiamo scoperto.
Il teatro delle ombre è un’arte antichissima in cui i personaggi non sono attori in scena, ma sagome proiettate su un telo. In Iran, spettacoli del genere furono popolari secoli fa. Ci si ritrovava per vedere storie e leggende prendere forma alla luce di una lampada. L’allestimento era ridotto all’osso: un panno bianco, figure ritagliate in cuoio o carta, e un narratore a guidare l’azione.
Col tempo la tradizione ha cominciato a sbiadire. Ha sofferto soprattutto man mano che l’influenza religiosa si è fatta più forte nel paese. Gradualmente, il teatro delle ombre ha smesso di essere considerato un intrattenimento rispettabile e praticamente è scomparso.
Oggi in Iran quasi non ne restano tracce. Gli studiosi affermano che il genere, di fatto, nel paese non esiste più. Ciò che rimane è memoria.
C’è però un filo che sopravvive in altra forma: il Tehran-Mobarak International Puppet Theater Festival. Lì, a volte, gli spettacoli riecheggiano il gioco di luci e sagome, ma si tratta di produzioni contemporanee con marionette e altri effetti. L’arte classica — costruita solo su luce e ombra — lì non sale in palcoscenico.
A Teheran esiste davvero un underground: teatri indipendenti che operano senza permessi. È un sottobosco culturale autentico. Le rappresentazioni si tengono in appartamenti, laboratori, perfino scantinati. Non ci si entra per caso: ci si va su invito.
Questi luoghi affrontano temi taglienti — dai diritti delle donne all’emigrazione. A volte è prosa, a volte danza, a volte una serata musicale. Ma il teatro delle ombre qui è raro. Per lo meno, non abbiamo trovato un solo articolo, una segnalazione o una fotografia che confermi l’esistenza, oggi, di un teatro delle ombre clandestino a Teheran. Niente magazzino, niente spettacoli: nulla.
La storia di un teatro delle ombre in un magazzino è facile da amare. Promette segretezza, stile, un tocco di magia. Per ora, però, resta una leggenda metropolitana. Nella realtà, in Iran il teatro delle ombre appartiene più alla storia che alla vita quotidiana.
Forse un giorno qualcuno ridarà fiato alla forma. Forse si tenderà di nuovo un telo bianco, si accenderà la lampada e le sagome torneranno. Per ora, quel momento non è ancora arrivato.