Ascolta le sabbie che cantano: cos’è il fenomeno, perché accade e dove sentirlo tra dune in Mongolia, Mojave e Colorado. Consigli pratici su condizioni e orari.
Immagina di camminare lungo una duna quando un ronzio basso sale da sotto, come se qualcosa nascosto nella sabbia stesse cantando piano. Non è fantascienza. È un fenomeno naturale reale, conosciuto come sabbie che cantano.
Le sabbie che cantano sono un evento raro. In alcuni deserti, le dune possono emettere un mormorio, un brontolio, persino qualcosa che ricorda un canto. Il suono compare quando la sabbia entra in movimento: scivola lungo il pendio, si sposta con il vento o sotto i passi di chi attraversa la duna.
Perché la sabbia risuoni, le condizioni devono combaciare. I granuli devono essere quasi identici e arrotondati, e devono essere estremamente asciutti. Se sono umidi, il suono scompare.
La scienza non ha ancora una spiegazione precisa dell’origine di questo ronzio. C’è chi ipotizza che lo sfregamento tra i granelli generi vibrazioni; altri paragonano la duna a uno strumento musicale gigante. Una cosa però è chiara: il suono nasce quando grandi masse di sabbia si muovono all’unisono.
I luoghi non sono molti, ma alcuni siti sono noti per l’effetto: ben documentato e difficile da confondere una volta udito.
Nell’estremo sud della Mongolia, nel Deserto del Gobi, le vaste dune di Khongoryn Els sono chiamate localmente montagne che cantano. Quando la sabbia comincia a precipitare lungo i versanti, produce un bordone profondo, simile a un motore lontano che si mette in moto.
Non serve un vento impetuoso per sentirlo: lo si può innescare anche scendendo un pendio. La sabbia sembra rispondere al movimento. I viaggiatori vengono fin qui proprio per cogliere l’effetto, e il tempo secco e caldo offre le migliori possibilità.
Nel Deserto del Mojave, in California, le Kelso Dunes raggiungono i 200 metri e sono celebri per il loro ronzio cupo e risonante, soprattutto quando la sabbia comincia a spostarsi.
I visitatori raccontano che lo si può sentire scendendo a passi ampi o scivolando lungo il fianco della duna. In alcuni punti il bordone dura qualche secondo, e il timbro è inconfondibile. Dal vivo il suono appare quasi meccanico, il che ne accentua l’impatto.
Nel Colorado, il Great Sand Dunes National Park offre ciò che molti descrivono come la voce della sabbia. Le dune sono alte e, quando la sabbia ricomincia a scorrere — ad esempio dopo la pioggia, una volta asciutta — affiora un ronzio caratteristico.
L’ente del National Park Service degli Stati Uniti riconosce questo fenomeno come una peculiarità autentica dell’area, percepibile anche senza attrezzature speciali.
Anche dove le dune sanno cantare, non accade ogni giorno. Le probabilità dipendono da diversi fattori:
Le sabbie che cantano sono più di una curiosità. Ricordano quanto la natura sappia sorprendere: granelli ordinari — milioni di minuscole particelle — che all’improvviso si comportano come uno strumento quando le condizioni giuste scattano insieme.
Una risposta scientifica definitiva ancora non c’è, e in parte sta anche qui il richiamo: alcune cose sfuggono alla spiegazione ordinata, e il mistero prolunga l’incanto dell’ascolto.