Scopri Tel Aviv oltre le cartoline: Città Bianca Bauhaus, dati aperti, crescita urbana, tasse in aumento e una vita notturna che muove l’economia locale.
In ebraico, Tel significa tumulo e Aviv primavera: insieme è qualcosa come collina di primavera, un nome al tempo stesso bello e simbolico. Nacque sull’onda di un libro dedicato ai sogni e al futuro del popolo ebraico, e non rimase retorica: Tel Aviv è cresciuta davvero come una città dei sogni, prima sulla carta e poi nella realtà.
Quando nel 1909 iniziarono i lavori, le famiglie che speravano di vivere qui estrassero a sorte i lotti. Lo fecero in modo insolito, usando conchiglie numerate. Un inizio da romanzo che ha dato alla città una narrazione tutta sua.
La città ospita migliaia di strutture Bauhaus, uno stile semplice e squadrato portato da architetti fuggiti dall’Europa nel secolo scorso. Grazie a questi edifici, il centro di Tel Aviv è finito anche in una lista dell’UNESCO. Il quartiere è noto come Città Bianca e ha davvero un carattere inconfondibile.
Tel Aviv è uno dei pochi luoghi dove si può andare online e vedere cosa fa il comune: quante case si costruiscono, dove si aprono nuove strade, quanti eventi si tengono e persino dove sono gli hotspot Wi‑Fi gratuiti. Tutto è disponibile su un sito dedicato, una miniera per chi ama scovare numeri e tendenze.
Secondo i piani comunali, entro il 2035 a Tel Aviv vivranno circa 600.000 persone. La città si prepara: costruisce abitazioni, allarga le strade, ridisegna i quartieri. Non è più soltanto una fuga sul mare, ma un organismo urbano grande e vitale.
Dal 2025 la tassa sulla proprietà a Tel Aviv aumenterà di quasi il 9 per cento. L’aumento è legato a grandi cantieri, incluso l’avvio della metropolitana. I residenti percepiscono la spinta della città — e la pagano di più.
Tel Aviv è piena di luoghi che raramente entrano nelle guide: cortili antichi, edifici abbandonati, sculture appartate. Circolano persino storie di passaggi sotterranei nell’antico quartiere di Giaffa.
I dati aperti rivelano molti dettagli inattesi: dove si svolgono gli eventi, quante persone abitano in ogni quartiere, persino con quale frequenza viene raccolta la spazzatura. Rendono la città leggibile e vicina, anche a chi non ci è mai stato.
Tel Aviv viene spesso mostrata al suo meglio — spiagge, tramonti, tazze di caffè. Ma le sfide non mancano: poco suolo disponibile, prezzi in aumento, densificazione. Le autorità locali lo riconoscono, e lo stesso fanno organizzazioni internazionali, i cui rapporti descrivono Tel Aviv come una città sotto pressione.
La città è famosa per restare sveglia dopo il tramonto. Meno ovvio è che feste, bar e festival non siano solo svago, ma anche motori economici. Il sostegno municipale aiuta gli organizzatori, perché la notte attira i giovani, crea lavoro e alimenta un’atmosfera di libertà.
Tel Aviv è più di una bella macchia sul litorale. È una città con una storia, un temperamento, svolte brusche. Qui si costruisce, si discute, si pagano tasse più alte, si dibatte di architettura, si aprono i dati — e si va avanti. Anche senza andarci, vale la pena sbirciarla attraverso racconti come questo.