Scopri come le case in grotta uniscono comfort, risparmio ed eco-sostenibilità. Cappadocia, Kandovan e Zhongdong: tradizioni vive e servizi moderni e reali.
La vita in grotta può evocare un reperto di epoche remote: immagini dei primi esseri umani o di luoghi lontani dove il tempo pare fermarsi. Eppure oggi, anche nei Paesi sviluppati, c’è chi sceglie consapevolmente la grotta come casa, considerandola una soluzione abitativa pratica e attuale. Dalle accoglienti dimore scavate nella roccia in Turchia alle intere comunità in Cina e in Iran, la tradizione non solo resiste: si rimodella sulle esigenze della vita moderna. E tutto questo nell’era dei grattacieli, delle case intelligenti e dell’alta tecnologia. Che cosa rende così convincente vivere sotto volte di pietra?

Uno degli esempi più emblematici di abitare contemporaneo in grotta è la Cappadocia turca. Qui, tra formazioni rocciose fiabesche e i cosiddetti camini delle fate, le abitazioni sono scolpite direttamente nella roccia vulcanica. La loro storia abbraccia secoli, a volte millenni. Molte oggi sono depositi o affittacamere, ma alcune restano vere case di famiglia.
Gli abitanti raccontano che questo modo di vivere è non solo pratico, ma anche confortevole. Grazie all’isolamento naturale, la temperatura resta stabile tutto l’anno: fresca d’estate e mite d’inverno. Case efficienti dal punto di vista energetico e semplici da abitare, che suonano come un controcanto discreto all’idea che il comfort debba per forza passare da cemento e vetro.

Nel villaggio iraniano di Kandovan, la vita in grotta è diventata una tradizione a sé. Da oltre 700 anni le persone scavano le proprie case nella roccia tenera. Oggi vi vivono circa un migliaio di residenti, senza alcuna intenzione di scambiare queste dimore uniche con abitazioni standard. Le grotte richiedono poca manutenzione e garantiscono un microclima gradevole—un vantaggio prezioso nelle condizioni dure della zona.

Anche Zhongdong, in Cina, è un luogo sorprendente dove vivere in grotta è la normalità. All’interno di un’enorme cavità, a 1.800 metri di quota, si trova un intero insediamento. Nonostante l’isolamento, gli abitanti hanno costruito una quotidianità confortevole restando a strettissimo contatto con la natura. Un esempio che mette in luce quanto l’essere umano sappia adattarsi alle condizioni abitative più inattese.
Cosa tiene, nel XXI secolo, tante persone legate a questi luoghi? Le ragioni sono diverse. C’è la tradizione: per molti, questo stile di vita è un’eredità da preservare. C’è l’economia: le grotte richiedono praticamente zero spese di costruzione e dipendono poco da risorse esterne. In un mondo che spesso associa il progresso a più gadget e più vetro, questa logica suona piacevolmente semplice.
C’è poi la promessa di una riservatezza rara nelle città contemporanee. Spazi dove il legame con la natura è tangibile, un’occasione per rallentare e guardarsi dentro. Non è un caso se le grotte sono da sempre luoghi di pratica spirituale e ritiro.
Oggi molte case-grotta si trasformano in hotel ricercati che offrono un’esperienza distintiva. In Cappadocia non mancano i servizi essenziali, dall’acqua corrente al Wi‑Fi. Forse il futuro porterà altre innovazioni capaci di collocare le grotte nel quadro di un’architettura davvero sostenibile.
Le abitazioni in grotta non sono solo monumenti del passato: mostrano come soluzioni antiche possano inserirsi con naturalezza nel presente. Queste dimore suggeriscono che tradizione e innovazione possano procedere di pari passo, aprendo orizzonti nuovi per un abitare che rispetta la natura e l’eredità degli antenati.