All-inclusive: pro, contro, miti e se vale il sovrapprezzo

All-inclusive: miti, costi nascosti e quando conviene
© B. Naumkin

Guida onesta all inclusive: cosa è davvero incluso, costi nascosti, qualità di cibo e bevande, pro e contro. Scopri quando conviene e come evitare sorprese.

Per anni l’all-inclusive è stato sinonimo di vacanza senza pensieri: arrivi in hotel e pasti, bevande e intrattenimento sono già organizzati. Eppure, dietro questa formula c’è sempre qualche asterisco di cui si parla poco. Vale la pena smontare i miti più diffusi per capire se il sovrapprezzo è davvero giustificato.

Mito 1: All-inclusive non significa che proprio tutto sia gratuito

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Park Weggis (Nutzungsrechteinhaber), CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons

A prima vista sembra che, una volta pagato il pacchetto, ci si possa dimenticare dei costi extra. In realtà non tutti i servizi rientrano nell’offerta.

Di solito sono compresi: tre pasti principali (colazione, pranzo, cena), bevande di produzione locale, snack durante il giorno e alcune attività.

Quello che spesso si paga a parte: alcolici d’importazione, frutti di mare e specialità, trattamenti spa, sport acquatici ed escursioni.

Esistono poi diversi livelli di formula. Per esempio, l’“Ultra All Inclusive” promette una scelta più ampia di cibi e drink, ma non sempre è all’altezza del prezzo. Prima di prenotare, conviene leggere con attenzione le condizioni.

Mito 2: È sempre l’opzione più conveniente

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© A. Krivonosov

A volte sembra che l’all-inclusive faccia risparmiare, ma la convenienza dipende davvero dai propri piani.

Se amate la classica vacanza al mare, uscite poco dall’hotel e preferite non pensare al budget giorno per giorno, la formula è comoda.

Se invece volete girare, assaggiare la cucina locale e partecipare a escursioni, ha poco senso pagare per pasti e intrattenimenti che userete a malapena.

In alcune destinazioni conviene organizzare l’alloggio in autonomia e mangiare nelle trattorie del posto. In aree molto turistiche, dove i ristoranti sono cari, l’all-inclusive può comunque tornare utile.

Mito 3: Cibo e bevande sono sempre di alta qualità

sala da pranzo, persone, cibo
Georg Pik, CC0, via Wikimedia Commons

Le foto degli hotel mostrano buffet trionfali, ma nella pratica tutto dipende dalla categoria della struttura.

Cosa può deludere: negli alberghi economici si usano spesso prodotti di qualità inferiore (salumi economici al posto della carne, dessert in polvere). Pesce, frutti di mare e piatti premium non sono scontati: possono comparire di rado o con supplemento. L’alcol è di norma locale — liquori semplici e birra, non etichette di pregio.

Nei buoni cinque stelle, il livello gastronomico è davvero alto. Il prezzo di quel comfort, però, cresce di conseguenza.

Mito 4: È il modo più confortevole di viaggiare

spiaggia, persone
© A. Krivonosov

Sulla carta l’all-inclusive promette leggerezza; nella realtà non è privo di difetti.

Code ai ristoranti: in alta stagione gli hotel più richiesti si riempiono e si finisce a fare la caccia al piatto migliore.

Piscine e spiagge affollate: trovare un lettino libero non è sempre semplice.

Animazione ripetitiva: i programmi pensati per tutti possono risultare poco stimolanti.

C’è poi un altro rischio: ci si abitua al servizio pronto e molti ospiti escono poco dall’hotel. Così si passa una settimana in un altro Paese senza davvero conoscerlo.

Mito 5: L’all-inclusive va bene per tutti

poltrone, narghilè
© A. Krivonosov

Per le famiglie con bambini è davvero pratico: si può far mangiare i piccoli in qualsiasi momento senza preoccuparsi dei prezzi.

Per viaggiatori giovani, turisti attivi e appassionati di cucina, però, la formula può stare stretta. Scoprire il territorio è spesso più coinvolgente che restare fermi in struttura.

Vale il sovrapprezzo?

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© A. Krivonosov

Se contano comfort e budget definito, l’all-inclusive è una scelta sensata. Se invece preferite esplorare, assaggiare nuovi sapori e non essere legati agli orari dell’hotel, un’altra formula potrebbe adattarsi meglio.

In ogni caso, leggete bene cosa include il pacchetto: eviterete di pagare servizi che non userete. E a volte, saltare il buffet per sedersi in un ristorante vero è il modo più sincero per conoscere la cucina locale.