Storia di Maya Bay alle Phi Phi: dall'effetto The Beach al sovraffollamento, la chiusura e la riapertura 2022 con limiti per proteggere l'ecosistema fragile
Nel 2000 uscì al cinema The Beach con Leonardo DiCaprio. Raccontava la storia di un giovane viaggiatore che scopre un’isola perfetta, nascosta al resto del mondo. Il colpo di scena? Quel paradiso esiste davvero: le riprese si svolsero nella Maya Bay delle Phi Phi, in Thailandia, e dopo l’uscita del film il destino di quel luogo cambiò radicalmente.
Le Phi Phi erano state a lungo un puntino quasi sconosciuto sulla mappa, ma la prima proiettò sull’arcipelago un’ondata di visitatori. Insieme alla fama e agli incassi arrivarono però anche le pressioni sulla baia: le folle e il via vai di barche cominciarono a mettere in affanno l’ambiente.

Prima del 2000, le Phi Phi erano un avamposto tranquillo, raggiunto di rado dai turisti. L’isola principale, Phi Phi Don, ospitava comunità di pescatori, mentre la vicina Phi Phi Leh — dove si trova Maya Bay — non aveva abitanti.
Il luogo attirava già sub e viaggiatori più avventurosi, ma l’infrastruttura era praticamente assente. Gli arrivi erano pochi, la natura intatta e la spiaggia era proprio come nel copione: appartata, scenografica, chiusa tra pareti rocciose. Per renderla ancora più d’effetto sullo schermo, la troupe intervenne sul paesaggio con l’autorizzazione delle autorità locali: venne rimossa parte della sabbia e si livellarono alcune dune per ottenere un quadro “perfetto”.

Dopo la première, Maya Bay divenne una calamita per i viaggiatori desiderosi di vedere la spiaggia del film e scattare una foto. Le agenzie si mossero in fretta, proponendo escursioni alle Phi Phi. Dove prima arrivavano in pochi, in seguito si contavano fino a 5.000 persone al giorno.
L’esito era prevedibile: una caletta un tempo idilliaca si trasformò in un luogo sovraffollato. Nel 2018 gli scienziati segnalarono che l’80% dei coralli della baia era stato distrutto, portando l’ecosistema sull’orlo del collasso. Le autorità chiusero Maya Bay ai visitatori. Nel giro di quattro anni l’acqua tornò limpida e i coralli iniziarono a riprendersi. Ricomparvero squali nutrice e tartarughe, e il luogo poté finalmente respirare e ritrovare il suo aspetto naturale.

Nel 2022 la baia ha riaperto con limiti stringenti. Non sono ammessi più di 375 visitatori contemporaneamente (in passato si arrivava fino a 5.000). Il bagno è vietato: si può solo bagnarsi fino alle caviglie. Le barche non sbarcano più in spiaggia e l’accesso alla baia è regolato.
La vicenda di Maya Bay racconta quanto il cinema possa rimodellare la realtà. Da un lato, The Beach ha reso celebri le Phi Phi e portato benefici economici; dall’altro, ha innescato un boom di presenze che ha messo in crisi l’ecosistema. Oggi la baia cerca un equilibrio praticabile tra accogliere i visitatori e proteggere la natura: un compromesso necessario, per evitare che l’incanto diventi di nuovo fragile.