Come fu costruita la Grande Muraglia: pietra, terra e riso

Scopri come fu costruita la Grande Muraglia Cinese: dalle fortificazioni Qin alla malta di riso che resiste a secoli, con nuove scoperte archeologiche nel Gobi.

La Grande Muraglia Cinese è tra i simboli più riconoscibili al mondo. Le sue dimensioni lasciano senza fiato: oltre 21.000 chilometri. Non è meno sorprendente il modo in cui è stata realizzata. Gli antichi artigiani cinesi riuscirono a erigere questa immensa barriera senza strumenti moderni e persino senza cemento. Al suo posto, si affidarono al riso. E questo dettaglio dice molto sull’ingegno pratico dell’epoca.

Come è nata la Grande Muraglia

Grande Muraglia, colline
By Jakub Hałun — Own work, CC BY-SA 4.0.

La prima fase dei lavori iniziò nel III secolo a.C., sotto il primo imperatore, Qin Shi Huangdi. Allora la muraglia assomigliava più a una catena di fortificazioni separate che a una linea continua di difesa. Il suo obiettivo principale era proteggere il paese dalle tribù nomadi che attaccavano dal nord.

Più tardi, durante la dinastia Ming (1368–1644), fu ricostruita e fortemente rinforzata. È in quel periodo che assunse le forme che conosciamo oggi.

Pietra, terra e riso: come funzionava

muro in mattoni, collina
By Jakub Hałun — Own work, CC BY-SA 4.0.

Una delle sfide maggiori era il terreno: la Muraglia attraversa di tutto, dalle montagne ai deserti, perciò i costruttori usarono ciò che avevano a portata di mano.

Nelle steppe, le mura venivano realizzate con terra battuta. Strati di suolo venivano pressati tra casseforme di legno e compattati finché non si indurivano quasi come pietra.

Nelle zone desertiche, mischiavano sabbia e ghiaia per dare stabilità alle strutture.

In montagna, i lavoratori posavano a mano i blocchi di pietra.

Il metodo più intrigante era una malta a base di riso impiegata in alcune porzioni. Il riso cotto, mescolato alla calce, dava vita a un legante eccezionalmente resistente che diventava ancora più duro col passare del tempo. Gli studiosi hanno riscontrato che questa malta non solo teneva unite le pietre, ma aiutava anche la muraglia a resistere ai terremoti e all’erosione. Non stupisce, quindi, che quei tratti siano sopravvissuti meglio di altri. Un espediente tanto semplice quanto ingegnoso.

Nuove scoperte

Grande Muraglia, mare, colline
By Ioanna-Stefania — Own work, CC BY-SA 4.0.

Nonostante decenni di studi, la Muraglia continua a sorprendere. Nel 2023, gli archeologi hanno individuato tratti sotterranei nel deserto del Gobi che non erano stati documentati prima. Gli studiosi hanno inoltre concluso che le difese più antiche potrebbero essere comparse ancora prima del regno di Qin Shi Huangdi. Segno che la cronologia di questo colosso è ancora in aggiornamento.

Perché la Grande Muraglia è ancora in piedi

Grande Muraglia, collina
By 林高志 — Own work, CC BY-SA 4.0.

La Grande Muraglia è più di un antico baluardo: è un’impresa d’ingegneria che dimostra quanto possa essere durevole una struttura anche senza tecnologia moderna.

La sua longevità si basa con ogni probabilità non solo sulla perizia dei costruttori, ma anche su quella malta al riso appiccicosa, rivelatasi qualcosa di più di un alimento: un materiale da costruzione sorprendentemente affidabile. Una lezione di sobrietà tecnica che ancora oggi suona attuale.