Taj Mahal: tra mito e realtà, le storie più famose spiegate

Taj Mahal: miti e leggende smontati con i fatti veri
By Jakub Hałun - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Scopri i miti e le leggende sul Taj Mahal: dal Taj nero agli artigiani accecati, dal tempio indù al piano di smontarlo. Ecco cosa dicono i fatti. Leggi ora.

Il Taj Mahal è una delle opere architettoniche più riconoscibili al mondo. Oltre alla sua bellezza e alla storia d’amore che l’ha ispirato, attorno al suo marmo si è aggrovigliato un fitto bosco di leggende. Alcune sfiorano il soprannaturale, altre sembrano soggetti già pronti per il cinema. Vale la pena capire cosa regge alla prova dei fatti e cosa resta nel regno della suggestione ben raccontata.

La leggenda del Taj Mahal nero

Secondo un racconto molto diffuso, l’imperatore Shah Jahan, dopo aver innalzato il luminoso Taj in marmo bianco in memoria della moglie, avrebbe progettato un secondo mausoleo in marmo nero. Le due costruzioni, dice la storia, si sarebbero fronteggiate sui due lati dello Yamuna, unite da un ponte.

La leggenda si è diffusa grazie al viaggiatore francese del XVII secolo Jean-Baptiste Tavernier. La ricerca moderna, però, porta altrove: non esistono prove che un Taj nero sia mai stato pianificato. Le pietre scure rinvenute nei dintorni si sono rivelate semplice marmo bianco, annerito dal tempo.

Nonostante ciò, l’immagine di un mausoleo-specchio continua a stimolare l’immaginazione di artisti, scrittori e cineasti.

Gli artigiani furono accecati per non poterlo eguagliare?

Un’altra leggenda sostiene che Shah Jahan abbia fatto accecare, o addirittura giustiziare, gli artigiani al termine dei lavori, così da impedire la nascita di un’opera altrettanto straordinaria.

In realtà non c’è alcuna prova in questo senso. Molti architetti che lavorarono al Taj progettarono in seguito altri edifici, per cui il racconto suona più come una trovata drammatica che come la cronaca di ciò che accadde.

Il Taj Mahal era un tempio indù?

A metà del XX secolo, lo storico indiano Purushottam Nagesh Oak avanzò l’ipotesi che il Taj fosse in origine un tempio dedicato a Shiva. Indicava elementi architettonici che ricordano i santuari indù e sosteneva che sul sito esistesse un precedente luogo di culto.

La maggior parte degli storici non concorda. Si sottolinea l’esistenza di un’ampia documentazione che conferma la costruzione di un mausoleo, e non la rielaborazione di un edificio più antico. Eppure la teoria continua a trovare sostenitori in alcuni ambienti.

I britannici volevano smontare il Taj Mahal e venderlo?

Circola il racconto secondo cui, nel XIX secolo, William Bentinck, governatore generale britannico dell’India, avrebbe voluto smontare il Taj e venderne il marmo in Inghilterra.

Gli storici considerano la storia una diceria. Bentinck vendette materiali provenienti da palazzi indiani in rovina, ma non c’è alcuna conferma che intendesse distruggere il Taj Mahal.

Perché i miti sul Taj Mahal resistono?

La forza dell’attrazione per il mistero è difficile da scalfire, soprattutto di fronte a luoghi così maestosi. I miti aggiungono uno strato di fascino per viaggiatori e studiosi, e si prestano a essere raccontati e rilanciati.

Ancora oggi, quando verificare un fatto richiede pochi secondi, queste storie continuano a circolare. A volte una bella narrazione prevale su una nota a piè di pagina.

Una cosa, però, resta immutata: il Taj Mahal continua a sorprendere, qualunque segreto gli si voglia attribuire.