Petra in Giordania: come i Nabatei scolpirono la città e domarono l’acqua

Petra in Giordania: ingegneria nabatea nel deserto
By Tom Corser - Tom Corser, CC BY-SA 3.0, Link

Scopri Petra in Giordania: i sistemi idrici dei Nabatei, templi scolpiti nella roccia e i monumenti iconici come Al-Khazneh e Ad-Deir. Storia, ingegno, tutela.

Nel cuore del deserto giordano, stretto tra rupi implacabili e venti roventi, si nasconde un’intera città. Petra non è soltanto un antico insediamento: è un capolavoro d’ingegneria scolpito contro la logica della natura. Come riuscirono i Nabatei a trasformare una valle arida e senz’acqua in un crocevia vitale di commercio e cultura? Quali tecniche permisero loro di ricavare templi dalla roccia e di garantire approvvigionamenti idrici dove ogni sorso aveva un prezzo?

Quello che vediamo oggi lascia senza fiato per dimensioni. Eppure, più delle facciate, a sorprendere è la sobria genialità dei sistemi che permisero alla vita di prosperare dove, in apparenza, non avrebbe dovuto.

Come Petra risolse il problema dell’acqua?

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La vita dipende dall’acqua. Nel deserto questa è una sfida testarda: la pioggia è rara e, quando arriva, spesso si abbatte in rovesci violenti che travolgono tutto. I Nabatei affrontarono il problema con un sistema integrato: canali e condotte convogliavano l’acqua piovana dove serviva, serbatoi la immagazzinavano per i periodi di siccità, filtri la rendevano potabile.

Il colpo di genio fu un tunnel di 86 metri che deviava un fiume intorno alla città, proteggendo Petra dalle alluvioni distruttive.

Come sono stati scolpiti gli edifici nella roccia?

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I monumenti più celebri di Petra, tra cui Al-Khazneh, non furono costruiti come case comuni: vennero scavati direttamente nella roccia. Com’è stato possibile?

Con ogni probabilità gli artigiani lavoravano dall’alto verso il basso: modellavano prima le parti superiori e poi scendevano, riducendo il rischio di crolli. La pietra veniva sbozzata e quindi rifinita con scalpelli fino a ottenere una precisione sorprendente.

Gli archeologi hanno inoltre rintracciato tracce di impalcature in legno, indizio che i costruttori le usassero per raggiungere le sezioni più alte delle pareti rocciose.

Che cosa rimane di Petra oggi?

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Il monumento più noto è Al-Khazneh, il Tesoro: una facciata di 40 metri scolpita a filo di rupe, ornata da colonne, statue e rilievi. La sua funzione precisa resta un enigma.

Spiccano anche Ad-Deir (il Monastero), un tempio montano dalla facciata imponente, e le Tombe Reali, sepolture rupestri delle élite nabatee.

Oggi Petra è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo. Gli archeologi continuano a studiarla, portando alla luce altre soluzioni tecniche dei Nabatei. Strumenti moderni come la scansione 3D aiutano a proteggere questi monumenti per le generazioni future, promemoria del fatto che qui l’ingegno non era un ornamento: era sopravvivenza.