Scopri il dhivehi, la lingua unica delle Maldive, e l’alfabeto Thaana: origini, scrittura da destra a sinistra, novità ICANN 2025 e una rinascita culturale.
Basta dire Maldive e la mente compone immagini nitide: sabbia chiara, acqua turchese, bungalow sospesi sull’oceano, tramonti dalle sfumature irreali. Eppure, sotto questa bellezza si nasconde qualcosa di più raro e meno raccontato: la lingua dhivehi e l’originalissimo alfabeto Thaana. Tesori discreti, poco celebrati, ma centrali per capire ciò che rende l’arcipelago davvero unico.
Il dhivehi si parla esclusivamente alle Maldive e nella piccola isola indiana di Minicoy. Non lo si incontra in altri Paesi, non fa capolino nei blockbuster e non riempie i programmi scolastici del mondo. È la lingua di casa, tramandata di generazione in generazione.
Per origine appartiene alla stessa famiglia del sanscrito e del singalese, parlato in Sri Lanka. Col tempo però ha preso una strada propria. Cambia leggermente da isola a isola; a Malé, la capitale, capire il parlato degli atolli meridionali può risultare complicato: le differenze sono così marcate.
E nonostante l’inglese sia molto diffuso, soprattutto nel turismo, il dhivehi resta la lingua della vita quotidiana: si usa in famiglia, nelle scuole, nei documenti e nei notiziari.
Vale la pena soffermarsi su come questa lingua si scrive. Il Thaana è l’alfabeto moderno del dhivehi. Si legge da destra a sinistra, come l’arabo. Le lettere hanno un aspetto inusuale e, a uno sguardo attento, possono ricordare delle cifre; alcuni segni, infatti, rimandano nelle loro forme ai numeri arabi e ad altri simboli.
In passato le Maldive usavano un altro alfabeto, il Dhives Akuru, scritto da sinistra a destra. Con l’arrivo dell’Islam il Paese è passato gradualmente al Thaana, che da allora è diventato parte viva della cultura nazionale.
Sì — ed è un segnale particolarmente incoraggiante. Nella primavera del 2025 l’organizzazione internazionale ICANN, che sovrintende ai nomi di dominio e agli indirizzi internet, ha aggiunto ufficialmente il supporto online per il Thaana. In pratica, questo significa poter usare la scrittura negli indirizzi email, nei siti web e in altri servizi digitali.
E nel luglio dello stesso anno una compagnia aerea maldiviana ha decorato i propri velivoli con iscrizioni in Thaana. Non solo un vezzo estetico: il gesto è apparso come un chiaro omaggio alla cultura e alle tradizioni del Paese.
Molte lingue oggi scompaiono, con un passaggio all’inglese soprattutto online. La vicenda del dhivehi suggerisce che anche un idioma minoritario può resistere quando è sostenuto, usato ogni giorno e portato con naturalezza, senza imbarazzo.
E la sola esistenza di una scrittura così poco comune è stimolante non solo per i linguisti, ma anche per designer, artisti e tipografi. Il Thaana può accendere idee anche in chi non ha mai sentito parlare delle Maldive.