09:26 25-11-2025
Come funziona la scatola del Parlamento neozelandese
Scopri la curiosa scatola di biscotti usata dal Parlamento neozelandese per sorteggiare le proposte di legge: un sistema semplice, trasparente ed efficace.
Se pensi che le leggi nascano solo da manuali rigidi e ordini dall’alto, una visita al Parlamento neozelandese potrebbe farti cambiare idea. Lì, decisioni importanti possono partire da una semplice scatola di biscotti. Sì, davvero.
Cos’è la scatola?
Da oltre trent’anni, il Parlamento della Nuova Zelanda usa una scatola di metallo comprata in un negozio DEKA. Non ha nulla di istituzionale: sembra la classica latta di biscotti. Eppure da lì passa la selezione delle idee dei deputati che arrivano in agenda.
Come funziona?
Il Parlamento è pieno di membri che non fanno parte del governo. Hanno proposte proprie—disegni di legge per vietare pratiche dannose o migliorare la vita quotidiana. Sono troppe per esaminarle tutte insieme, quindi periodicamente si fa un sorteggio. A ogni proposta viene assegnato un numero, quel numero finisce su un gettone, e tutti i gettoni vengono lasciati nella scatola. Una manciata viene estratta a caso: quelle iniziative entrano nel piano di lavoro dell’Aula.
Perché conta
Potrà sembrare un gioco, ma non lo è affatto. Con questo meccanismo la Nuova Zelanda ha approvato leggi di grande impatto su matrimonio egualitario, diritto all’eutanasia e regolamentazione della prostituzione. In altre parole, idee nate non dai ministri ma dai singoli parlamentari sono diventate leggi vere, con effetti concreti sulla vita del Paese. Il sorteggio funziona da silenzioso livellatore, offrendo spazio a proposte che altrimenti rischierebbero di restare ai margini. Una semplicità che, a conti fatti, fa bene alla qualità del dibattito.
Cosa è uscito di recente?
Sono appena usciti nuovi gettoni dalla scatola. Tra questi: un disegno di legge che impone ai bambini di indossare il giubbotto di salvataggio in acqua, una proposta per vietare i negozi di alcolici vicino a scuole e asili, e un’iniziativa per limitare l’estrazione di carbone. L’insieme è indicativo—sicurezza, benessere delle comunità, uso delle risorse—e il sistema garantisce a ciascuna di queste idee una chance reale di essere discussa.
Qual è il punto?
Il principio è semplice: ogni membro deve poter far avanzare un’iniziativa, non solo chi siede al governo. Così il Parlamento appare più equo e aperto. La scatola può sembrare bizzarra, ma funziona: ci si è abituati e si attende ogni estrazione con curiosità, sapendo che può far emergere qualcosa di fresco e utile. C’è una concretezza rassicurante in questa routine.
E adesso?
Il sistema funziona e non ci sono piani per cambiarlo. Se le idee dovessero moltiplicarsi, arriverà il momento di pensare a una razionalizzazione. Per adesso, però, quella vecchia scatola detta ancora il ritmo: semplice, trasparente e sorprendentemente efficace.