03:22 10-01-2026
Elfstedentocht, il Tour delle Undici Città: storia, attesa e mito
Scopri l’Elfstedentocht, la maratona su ghiaccio nei Paesi Bassi: il Tour delle Undici Città in Frisia tra storia, clima incerto, speranza, passione nazionale.
Ogni inverno nei Paesi Bassi, una gara unica riaffiora nel dibattito nazionale. È l’Elfstedentocht, una maratona che non si disputa da quasi trent’anni perché dipende da un meteo raro e perfetto: un gelo profondo. Eppure, la fiducia resta che prima o poi il ghiaccio sarà abbastanza solido e la corsa tornerà; un’attesa che, più che ostinazione, somiglia a un rito.
Che gara è?
Elfstedentocht significa Tour delle Undici Città. Si snoda per quasi 200 chilometri lungo canali e fiumi ghiacciati nella provincia settentrionale della Frisia. I pattinatori partono e arrivano a Leeuwarden, attraversando altre dieci città lungo il percorso.
L’evento mette insieme atleti di vertice e appassionati comuni. Ma anche una preparazione solida e l’autorizzazione alla partenza non bastano: la vera decisione spetta all’inverno, se concede la sua complicità.
Perché si tiene così di rado?
Per organizzare l’Elfstedentocht, il ghiaccio deve essere spesso almeno 15 centimetri lungo l’intero tracciato. Una copertura del genere non si presenta ogni inverno. Dal 1909, la gara si è disputata solo 15 volte, l’ultima nel 1997.
Con gli inverni odierni più miti, le condizioni giuste sono rare. Anche alcuni giorni di gelo possono non bastare a sigillare tutto il percorso.
Il clima intralcia, la speranza resta
Ogni anno che passa rende l’attesa più intensa. Nei Paesi Bassi gli inverni non sono più freddi come un tempo e, nelle ultime decadi, il meteo necessario si è fatto raro.
Eppure gli organizzatori non si arrendono. Il sito ufficiale descrive il tracciato e la storia della gara, e l’associazione che la gestisce monitora il meteo ogni anno. Se arrivasse un’ondata di freddo autentica, la partenza verrebbe annunciata in anticipo e il Paese tornerebbe a sintonizzarsi: è facile immaginare l’attenzione collettiva che ne seguirebbe.
Perché conta così tanto per i Paesi Bassi?
Per gli olandesi, l’Elfstedentocht è più di una corsa su ghiaccio: è un momento nazionale. Quando il ghiaccio è giudicato pronto e l’evento viene convocato, il Paese si ferma. Si prendono giorni di ferie, le scuole chiudono e il pubblico segue i pattinatori in televisione. Lungo il tracciato, migliaia di sostenitori offrono bevande calde e trasformano la corsa in una festa. In quei giorni, si ha l’impressione che l’intero Paese trattenga il fiato.
Le edizioni più memorabili
La storia della gara è fatta di capitoli vividi. Nel 1963, freddo brutale e venti forti costrinsero quasi tutti al ritiro: dei 10.000 partecipanti, solo 69 tagliarono il traguardo. Quell’edizione è ricordata come la Corsa Infernale. Al contrario, il 1985 fu più clemente e migliaia di atleti arrivarono senza problemi. Momenti come questi alimentano la leggenda dell’evento.
Cosa succederà adesso?
È difficile dire se l’Elfstedentocht tornerà davvero sul ghiaccio. Scienziati e meteorologi osservano che inverni rigidi come in passato stanno diventando più rari. Eppure, gli organizzatori e migliaia di fan continuano a sperare che il meteo apra una finestra, il ghiaccio si faccia compatto e si possa finalmente sentire l’annuncio che la gara si farà.