09:40 08-01-2026
Sechseläuten a Zurigo: storia del Böögg e cosa significa lo scoppio
Scopri il Sechseläuten di Zurigo: il rogo del Böögg che, tra storia e rito, promette di svelare l’estate. Tempi di scoppio, curiosità e perché è importante.
Ogni primavera a Zurigo va in scena uno spettacolo insolito. Nella piazza principale, i residenti innalzano un grande fantoccio di uno yeti, chiamato Böögg, accatastano una pira altissima e le danno fuoco. L’idea è semplice: provare a intuire che estate li aspetta.
Può sembrare eccentrico, ma per i zurighesi è una tradizione con radici profonde e un significato tutto suo. E se l’atmosfera è festosa, molti seguono il rito con serietà, convinti che il Böögg possa suggerire qualcosa sul tempo che verrà.
Chi è il Böögg e da dove nasce tutto
Il Böögg è una grande figura, simile a una bambola, fatta di legno, paglia e tessuto. La testa è riempita di petardi. In passato, figure di questo tipo rappresentavano l’inverno — o, più in generale, le paure — e bruciarle in primavera serviva a scacciare il freddo.
All’inizio, il rogo del Böögg era un evento a sé. Nel 1902 venne unito alla sfilata delle corporazioni — le storiche associazioni di artigiani — e insieme diedero vita a un’unica festa di primavera che Zurigo chiama Sechseläuten.
Come si svolge la festa
Il festival si tiene a fine aprile. Il momento chiave arriva quando si accende la pira e il Böögg comincia a bruciare. Da lì parte il cronometro: si contano i minuti dalla prima fiammata fino all’esplosione dei fuochi nella testa.
La credenza è lineare: più in fretta esplode la testa, più l’estate sarà calda e piacevole. Se impiega molto, ci si aspetta una stagione fredda e piovosa.
Cosa hanno raccontato i tempi nel corso degli anni
Nel tempo si sono annotati molti crono. Per esempio:
— Nel 1974, la testa esplose dopo appena 5 minuti e 7 secondi, e si racconta che l’estate fu rovente.
— Nel 2023, il Böögg rimase muto per un record di 57 minuti.
— Nel 2025, lo scoppio arrivò a 26 minuti e 30 secondi, un risultato considerato nella media.
Funziona davvero?
Nessun meteorologo usa il Böögg nei propri calcoli. Eppure la folla segue il conto alla rovescia con autentico interesse, segno che certi riti parlano anche alla pancia.
Inoltre, uno studio svizzero ha indicato che in alcuni casi il tempo impiegato prima dell’esplosione della testa è coinciso con tendenze meteo più ampie a livello globale. Non è una previsione affidabile, ma, come spesso accade con i riti, il suo compito è un altro: far incontrare le persone e regalare loro una storia da condividere.
Perché conta per la città
Bruciare il Böögg è più di uno spettacolo vivace. È un pezzo della vita cittadina, una pagina di storia e un simbolo riconoscibile. Le famiglie arrivano, partecipano alle sfilate, salutano la primavera e si sentono parte di qualcosa di più grande.
E mentre le previsioni vere nascono da satelliti e computer, Zurigo continua a contare i minuti fino allo scoppio: difficile resistere alla speranza che un’esplosione rapida prometta un’estate calda e soleggiata.