21:29 05-01-2026

Jólabókaflóð: perché l’Islanda a Natale regala libri

Scopri il Jólabókaflóð in Islanda: la tradizione natalizia di scambiarsi libri e leggere con cioccolata. Il catalogo Bókatíðindi e l’atmosfera di Reykjavik.

By Helgi Halldórsson from Reykjavík, Iceland - Christmas House, CC BY-SA 2.0, Link

A dicembre l’Islanda viene travolta da una piena — non di neve o di pioggia, ma di libri. In tutto il paese, soprattutto a Reykjavik, la si attende con autentica trepidazione. È il momento del Jólabókaflóð, letteralmente la «piena di libri» di Natale: un rito amato che prevede di scambiarsi volumi la sera della Vigilia e passare la notte a leggere con una tazza di cioccolata calda.

Perché i libri?

La tradizione ha preso forma durante la Seconda guerra mondiale, quando i regali scarseggiavano e le importazioni erano inaffidabili. La carta per l’editoria non mancava, così i libri sono diventati il dono ideale: utile, accessibile, sentito.

Nel 1944 apparve per la prima volta un catalogo speciale delle novità — il Bókatíðindi. Veniva spedito a casa, così tutti sapevano cosa era uscito nell’anno. Da allora la piena di libri segnò il momento in cui gli islandesi iniziavano a comprare in massa per i regali delle feste.

Che cos’è il catalogo Bókatíðindi?

È, in sostanza, una guida nazionale alle uscite dell’anno. La si sfoglia con attenzione per scegliere cosa regalare o cosa leggere per sé.

Se un tempo arrivava in ogni cassetta della posta, oggi si prende nei negozi o si consulta online. Il suo ruolo però non si è affievolito: per molti continua a dare il via alla stagione.

Com’è la Vigilia di Natale?

Il 24 dicembre, dopo il calare della sera, famiglie e amici si scambiano i libri. Poi ognuno si sistema — sul divano, sotto una coperta — e si tuffa nel proprio regalo. Accanto, di solito, c’è una tazza di cioccolata calda, oppure lo jólabland, una bibita dolce miscelata con succo.

Quella serata raccolta è il cuore delle feste. Molti raccontano di ritrovarsi con una sorta di «sbornia letteraria» dopo aver letto fin troppo in una sola notte.

Perché conta per l’Islanda?

Per gli islandesi i libri sono più di un passatempo: sono parte della cultura. Secondo alcune stime, fino all’80% degli incassi annuali degli editori arriva proprio durante il periodo natalizio.

A Reykjavik, dicembre si riempie di fiere del libro, incontri con autori, mostre e festival. Parlare di novità editoriali diventa quasi uno stile di vita, e la lettura unisce le generazioni: gli adulti leggono e regalano libri ai bambini — una prova di quanto salda resti questa consuetudine. Difficile non vedere, in questa abitudine, la forza di un rito che unisce.

E oggi?

Molto è cambiato: il catalogo si legge spesso online e i consigli arrivano dai social o dai podcast. L’essenza però rimane. In Islanda ci si scambia ancora libri a Natale e la sera del 24 dicembre si passa leggendo.

Cosa distingue questa tradizione?

In un mondo in cui i regali sono sempre più gadget e soprammobili, l’Islanda sceglie qualcosa di semplice e insieme confortante: il libro. Non chiede grandi cifre, ma regala molta gioia e significato. Forse è proprio questa semplicità a tenerla viva.

La piena di libri non è una moda di stagione. È un modo per stare più vicini, condividere storie, passare del tempo insieme e, davvero, mettere per un attimo da parte la frenesia.