17:30 01-01-2026
Vivere vicino ai vulcani: tra crateri italiani e indonesiani
Scopri perché persone scelgono di vivere nei crateri e vicino ai vulcani: dai Campi Flegrei all’Indonesia, tra suoli fertili, routine quotidiana e rischi reali.
Sembra incredibile che qualcuno scelga di vivere dentro un vulcano. Di solito li immaginiamo sul punto di catastrofi. Eppure, in alcuni paesi non ci si limita ad abitare nelle vicinanze: si costruiscono case dentro antichi crateri.
Perché lo fanno? Com’è la vita quotidiana all’ombra di un gigante simile? E cosa li trattiene lì, nonostante il rischio?
Non nel fuoco, ma nel cratere
Prima, una precisazione. Il cratere è una depressione sulla sommità di un vulcano. Dopo eruzioni potenti possono formarsi conche immense: sono le caldere. Col tempo, questi luoghi finiscono per somigliare a valli comuni: verde, paesi, orti.
È lì che più spesso si stabiliscono le persone: non tra colate di lava, naturalmente, ma entro l’impronta più ampia del vulcano, nel posto dove un tempo ribolliva.
Italia: una città dentro un vulcano addormentato
Uno degli esempi più chiari è l’area dei Campi Flegrei, vicino a Napoli, una grande depressione lasciata da un’antica eruzione. Al suo interno sorgono quartieri residenziali, compresa la città di Pozzuoli. Qui si vive da tempo, anche se nel sottosuolo qualcosa si muove ancora.
A volte il terreno si solleva o sprofonda, si registrano lievi scosse e da fratture filtrano vapore e gas. Gli scienziati sorvegliano la zona, notando che l’attività si è intensificata negli ultimi anni. Eppure i residenti restano: qui è casa, la routine è consolidata, il terreno è generoso e la posizione è comoda. Le abitazioni in aree del genere tendono anche a costare meno.
Indonesia: vulcani ovunque
L’Indonesia è un paese in cui i vulcani sono quasi ovunque. Secondo alcune stime, circa il 75% della popolazione vive entro 100 chilometri da un vulcano. Per molti non basta neppure così: costruiscono proprio accanto a vulcani attivi.
Sull’isola di Sumatra si alza il monte Sinabung. È rimasto quieto a lungo, ma negli ultimi anni si è mosso spesso. Ci sono state eruzioni, ricadute di cenere, evacuazioni. Eppure la gente torna. Se ne va, poi rientra. Perché? Perché è la loro terra. Coltivano ortaggi, allevano il bestiame, vivono una quotidianità normale. Molti hanno un piano su cosa fare se dovesse iniziare un’eruzione e, col tempo, ci si abitua a condividere il paesaggio con un vulcano.
Perché non se ne vanno?
A prima vista, vivere vicino a un vulcano sembra una temerarietà. Eppure questi luoghi hanno i loro vantaggi: suoli fertili, clima favorevole, un ambiente familiare. Per molti non è solo un puntino sulla mappa: è casa. La minaccia può sembrare lontana e un po’ astratta, soprattutto quando le alternative scarseggiano.
Ma c’è davvero chi vive dentro il cratere?
Nonostante i titoli drammatici, non ci sono prove affidabili che qualcuno viva dentro un cratere attivo: sarebbe troppo pericoloso. La maggior parte si stabilisce nelle parti più sicure dei crateri antichi o sui pendii circostanti.
Quell’immagine da cartolina della casetta sul fondo del cratere è con ogni probabilità una bella fantasia. La vita in luoghi così insoliti esiste, solo non proprio nel cuore del fuoco.
Pericoloso, eppure quotidiano
Gli scienziati seguono da vicino l’attività vulcanica, soprattutto nelle aree densamente popolate. Anche quando arrivano gli avvisi, molti non hanno fretta di andarsene. Abitudine, radici profonde e la convinzione che andrà bene pesano molto. Difficile contestare quella logica quando il quotidiano ruota già intorno alla terra.
Per chi vive accanto ai vulcani in Italia e in Indonesia non è una scelta esotica: è semplicemente la vita. C’è chi ci è nato, chi ha costruito una casa, chi porta avanti un’azienda agricola, e tutti proseguono nonostante il rischio.
È faticoso e rischioso, ma a suo modo comprensibile. Il suolo dà raccolti, l’aria sembra pulita, le case stanno in piedi da decenni. E se il vulcano tace, perché trasferirsi? Si vive più o meno come gli antenati: con prudenza e con la tranquilla fiducia che andrà tutto bene.
Finché il vulcano dorme, la vita va avanti.