17:34 30-12-2025

Il faro funzionante sul tetto di un condominio ad Aktau

Scopri il faro funzionante costruito sul tetto di un condominio ad Aktau, sul Mar Caspio: storia, curiosità e perché è diventato simbolo del Kazakistan.

By AnastassiyaL - Own work, CC BY-SA 3.0, Link

Se immaginate i fari abbarbicati alle scogliere o piantati a ridosso dell’acqua, Aktau ribalta quell’immagine. In questa città della costa caspica del Kazakistan, un faro vero è stato montato sul tetto di un normalissimo condominio: sotto abitano persone, sopra il segnale continua a funzionare. Il colpo d’occhio sorprende.

Una casa con il faro

Nel 4° microdistretto di Aktau, sull’edificio n. 9, dal 1974 sorge un faro funzionante. È in servizio, proietta il suo fascio sul mare e aiuta le navi a orientarsi. La struttura è una torre di 10 metri costruita direttamente sul tetto. Insieme al palazzo arriva a 73 metri sul livello del mare: abbastanza da far viaggiare la luce lontano.

La luce bianca è visibile fino a 38 chilometri, quella rossa fino a 29. Non è un monumento né un vezzo scenografico: è un vero ausilio alla navigazione.

Com’è finito lì?

L’idea può sembrare bizzarra, ma negli anni Settanta aveva una logica limpida. La città cresceva in fretta, il territorio intorno era pianeggiante e serviva un faro con urgenza: Aktau era un porto strategico. Costruire una torre autonoma avrebbe richiesto più tempo e più risorse rispetto a sfruttare una struttura già pronta. La soluzione fu diretta: collocare il segnale sul tetto di un nuovo edificio residenziale. La scelta ha dato prova di sé.

All’epoca la città si chiamava Shevchenko, dal poeta ucraino Taras Shevchenko, che in queste zone aveva scontato l’esilio. Aktau si ampliava a ritmo sostenuto e le soluzioni non convenzionali facevano parte della pianificazione quotidiana.

Luci spente, poi di nuovo accese

Con il tempo, le navi hanno iniziato a contare su GPS e altre tecnologie moderne, e il faro ha perso centralità. È stato spento. La torre è rimasta sul tetto, ma la luce si è spenta.

Di recente è tornato in vita in vista della stagione turistica. È stata sostituita la lampada e sono state aggiunte protezioni contro polvere, ruggine e urti. Ora, ogni sera, il fascio torna sopra i tetti: un cenno al passato e un segnale discreto di quanto la città tenga alla propria storia.

Perché è interessante?

Fari posati su edifici residenziali quasi non esistono nel mondo, ed è per questo che il segnale di Aktau è diventato una piccola leggenda urbana. Non è un pezzo da museo né un elemento scenico: è un impianto operativo. Intanto il palazzo è di quelli comuni, con scale, balconi e inquilini che fanno la loro vita.

L’accesso al faro è interdetto: è un sito protetto. Lo si scorge però da molti punti della città, dal lungomare ai cortili vicini. Con il tempo è diventato un simbolo di Aktau, una sorta di talismano che rende la città riconoscibile a colpo d’occhio.

Che cosa significa per la città?

Un faro sul tetto è più di una curiosità. Mostra come lo spazio urbano possa essere usato con un pizzico di immaginazione. È una storia di praticità, ingegno e rispetto per le radici locali.

E anche se le navi non ne hanno più bisogno come un tempo, resta un segno che conta—non tanto in mare, quanto nella memoria. Dentro c’è un pezzo del carattere di Aktau, quella parte che continua a sorprendere senza ostentazione.