05:31 29-12-2025

È davvero vietato morire? Mito e realtà a Longyearbyen e Miyajima

Scopri cosa c’è dietro al presunto divieto di morire: a Longyearbyen il permafrost vieta le sepolture, a Miyajima la tradizione guida le scelte. Mito o realtà?

By Bjørn Christian Tørrissen - Own work by uploader, https://bjornfree.com/, CC BY-SA 4.0, Link

Internet vive di storie che lasciano a bocca aperta. Forse hai letto che esiste una cittadina norvegese in cui morire sarebbe vietato, o un’isola giapponese che bandisce sia la nascita sia la morte. Sembra fantascienza: ma è davvero così?

Dove finisce la verità e comincia la leggenda non è evidente a prima vista. Anticipo: la faccenda è più sfumata.

Norvegia: una cittadina dove anche i morti ghiacciano

Nel cuore dell’Artico, nell’arcipelago di Spitsbergen, sorge la minuscola Longyear—una delle comunità più a nord del pianeta. È il luogo citato più spesso quando si sostiene che lì morire sia proibito.

Il motivo è il permafrost. Il terreno è così gelato in profondità che i corpi non si decompongono. Non è un’esagerazione: i ricercatori hanno persino trovato tracce dell’influenza spagnola—la stessa pandemia del 1918—nel corpo di una persona sepolta qui molti anni prima, con rischi evidenti.

Da allora, Longyear ha smesso di seppellire i defunti. Quando qualcuno muore, il corpo viene trasferito sulla terraferma norvegese. Chi è gravemente malato di solito viene spostato prima. In città non ci sono case di riposo né un grande ospedale. Dunque, nessun divieto formale di morire: tutto è organizzato perché l’ultimo capitolo si compia altrove.

Così è attecchita la narrazione del cosiddetto divieto di morire: non una legge, ma una risposta pratica a condizioni implacabili.

Giappone: un’isola decisa a restare pura

In Giappone c’è l’isola di Miyajima, considerata sacra. Qui sorge un celebre santuario e resistono consuetudini secolari. Una di queste mira a evitare tutto ciò che potrebbe essere ritenuto contaminante—comprese nascite e morti.

In passato, le donne prossime al parto e i gravemente malati venivano accompagnati fuori dall’isola in anticipo. Non perché lo imponesse la legge, ma per rispetto della tradizione religiosa.

Oggi non esistono norme o leggi specifiche che vietino di morire a Miyajima. Eppure la storia continua a circolare. Articoli e racconti ripetono spesso che qui la morte sia bandita, trasformando l’idea in una leggenda affascinante—accattivante, ma non del tutto precisa.

Perché molti la raccontano come fosse un fatto?

Un titolo che proclama l’impossibilità di morire è più allettante di una spiegazione sobria sul gelo che impedisce le sepolture. Ecco perché le vicende di Longyear e Miyajima si diffondono con facilità.

In un caso agisce un clima brutale; nell’altro, la tradizione culturale. In nessuno dei due esiste una legge che impedisca a una persona di morire. Eppure i due esempi dicono molto: natura, religione e prudenza possono cambiare il modo in cui una comunità affronta qualcosa di ordinario e decisivo come la morte.

Cosa è utile sapere

Perché affascina

Le persone sono attratte da ciò che esce dall’ordinario, soprattutto quando c’è un velo di mistero. Se poi si toccano la morte e l’idea di un divieto, la storia resta in testa. Non sorprende che queste narrazioni abbiano preso piede.

La sfida vera è distinguere i fatti solidi dal confezionamento brillante. Anche senza un divieto ufficiale, i motivi per cui in questi luoghi la morte è scoraggiata sono concreti e, a ben vedere, piuttosto logici.