13:44 23-12-2025

Le gladiatrici di Roma antica: chi erano e perché combatterono

Scopri la storia delle gladiatrici a Roma antica: prove archeologiche, divieti imperiali ed equipaggiamento. Perché e come le donne combatterono nell’arena.

By Gary Todd from Xinzheng, China - Colosseum, Public Domain, Link

Di solito, quando pensiamo ai gladiatori, vediamo uomini temprati, con spade e scudi, pronti a giocarsi la vita nell’arena. Eppure non tutti sanno che, di tanto in tanto, quello stesso palcoscenico brutale accoglieva anche donne. Erano poche, ma entrarono a far parte di quegli spettacoli pericolosi che i Romani amavano.

Le donne combatterono davvero nell’arena

Le tracce sono scarse, ma storici e archeologi hanno raccolto indizi che confermano la presenza femminile sul campo. Un rilievo marmoreo mostra due gladiatrici, identificate per nome: una indicata come Amazon, l’altra come Achillea. Anche alcuni autori romani menzionano donne nei giochi. E nel 1996, a Londra, gli archeologi hanno scoperto la tomba di una donna con oggetti che ricordavano l’equipaggiamento dei gladiatori.

Chi erano e perché combattevano

La maggior parte dei gladiatori erano schiavi o prigionieri di guerra; alcuni però si arruolavano per fama o denaro. È verosimile che per le donne valesse lo stesso: alcune ridotte in schiavitù, altre libere e consapevoli della scelta.

Non tutti approvavano. Nell’11 d.C. il Senato romano vietò alle nate libere di combattere. Poi, nel 200 d.C., l’imperatore Settimio Severo proibì del tutto la partecipazione femminile ai giochi gladiatori. Una decisione che con ogni probabilità rifletteva l’indignazione dei ceti ricchi e nobili, convinti che simili esibizioni infrangessero la tradizione. Difficile non intravedere, in quel giro di vite, il bisogno dell’élite di rimettere i confini al loro posto.

Come si svolgevano i loro scontri

I duelli femminili furono probabilmente meno frequenti di quelli maschili, ma ci furono. Le combattenti potevano affrontarsi tra loro o misurarsi contro animali.

Le immagini suggeriscono che l’equipaggiamento ricalcasse quello degli uomini: spade, elmi, scudi. Con un dettaglio che colpisce: scendevano in arena a torso nudo, come i gladiatori maschi, scelta che alimentava la curiosità del pubblico.

È difficile stabilire quanto fossero violenti quegli scontri. Alcuni potevano pendere più verso la messa in scena che verso il massacro, il che, in fondo, dice molto su ciò che la folla si aspettava di vedere.

Perché quei combattimenti finirono

Col tempo, gli atteggiamenti si irrigidirono. Quello che era stato tollerato come una curiosità esotica iniziò a sembrare inaccettabile agli occhi dell’élite. Da qui i divieti e, con essi, la scomparsa delle donne dall’arena.

Le gladiatrici furono una rarità, ma rivelatrice. Pur poche, hanno lasciato tracce nei testi e nel terreno: una presenza breve che racconta sia ciò che Roma era disposta a celebrare sia ciò che, alla fine, scelse di mettere a tacere.