17:45 13-12-2025
I mezzi di trasporto nazionali che raccontano il mondo
Dal tuk-tuk allo Shinkansen, scopri i mezzi di trasporto iconici che raccontano cultura e geografia di Paesi diversi. Guida ispiratrice per il tuo viaggio.
I mezzi di trasporto nazionali sono più di un semplice modo per andare dal punto A al punto B: raccontano cultura, storia e geografia dei luoghi che li hanno forgiati. Nel mondo, tempo e territorio hanno plasmato soluzioni locali — dalle gondole che scivolano lungo i canali di Venezia ai tuk-tuk che si infilano nel traffico del Sud-Est asiatico. I trasporti parlano di persone e di identità. Ecco uno sguardo a percorrenze emblematiche che sono diventate vita quotidiana per milioni di persone e un pezzo vivo del patrimonio di ogni Paese.
- Tuk-tuk (Thailandia, India, Sri Lanka, Perù)
- Gondola (Italia, Venezia)
- Funicolare (Svizzera)
- Jeepney (Filippine)
- Slitte (Russia, Paesi nordici)
- Cable car di San Francisco (USA)
- Risciò (Cina, India, Bangladesh)
- Treno di bambù (Cambogia)
- Shinkansen (Giappone)
- Kayak (Groenlandia, Alaska, Canada)
Tuk-tuk (Thailandia, India, Sri Lanka, Perù)
Il tuk-tuk è un modo inconfondibile e popolare di spostarsi, soprattutto nel Sud-Est asiatico — in Thailandia, India, Sri Lanka — e in alcune aree dell’America Latina, Perù compreso. Questo motorizzato a tre ruote, parente stretto del risciò, è un veicolo leggero con cabina aperta, pensato per pochi passeggeri e per tragitti brevi nel cuore del traffico urbano.
Non punta alla velocità, ma è fatto per la città: vicoli stretti, ingorghi, quartieri densi. Compattezza e agilità lo rendono una scelta naturale quando contano minuti e metri.
In Thailandia il tuk-tuk è intrecciato alla vita urbana e al turismo: per tratte brevi i viaggiatori lo scelgono spesso perché è colorato, accessibile, memorabile. In India e in Sri Lanka è ovunque, soluzione economica e rapida per attraversare la città. In Perù e altrove in America Latina è arrivato più tardi, ma si è affermato come alternativa comoda ai taxi tradizionali nelle realtà più piccole. Per molte famiglie, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, è anche un lavoro: si compra a costi relativamente contenuti e ha spese di gestione ridotte.
È difficile immaginare città come Bangkok senza il ronzio dei tuk-tuk: catturano l’energia, il ritmo quotidiano e la cultura di strada dei luoghi che servono.
Gondola (Italia, Venezia)
La gondola, barca sottile e tradizionale, è l’emblema di Venezia, città sull’acqua unica nel suo genere. È inseparabile dalla cultura e dalla storia lagunare: mezzo per muoversi tra i canali e tratto distintivo della vita sociale e turistica.
I gondolieri, professionisti formati, remano in piedi su una piccola pedana di poppa con un solo lungo remo, usando una tecnica particolare che consente di manovrare nei passaggi più stretti. Diventare gondoliere richiede preparazione e licenza; per tradizione, spesso il mestiere passava di generazione in generazione.
Più che trasporto, la gondola è un simbolo di eleganza e romanticismo. Molte coppie pianificano un giro tra i canali scenografici, e le occasioni speciali spesso la includono.
Un tempo era la spina dorsale della mobilità quotidiana a Venezia — per spostamenti, merci, perfino riunioni — ben prima che motoscafi e taxi d’acqua prendessero il sopravvento. Oggi serve soprattutto per gite tranquille, ma il suo peso culturale resta parte dell’identità cittadina.
Pur affidandosi per lo più ai motoscafi, i veneziani non hanno archiviato la gondola: trova posto nelle cerimonie, negli eventi e in quei canali stretti dove i mezzi più grandi non arrivano.
Funicolare (Svizzera)
In Svizzera la funicolare è un sistema ferroviario caratteristico che rende accessibili pendii ripidi e territori montani. Soprattutto nelle Alpi, dove le pendenze non perdonano, queste linee sono diventate essenziali: parte della quotidianità e pilastro del turismo. Aprono la strada a vette e villaggi in quota che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere.
La prima funicolare del Paese aprì nel 1879 sul monte Rigi. Da lì la rete si è diffusa ed è diventata un punto di riferimento dell’ingegneria, trainando il turismo di montagna e la mobilità di ogni giorno in paesaggi impegnativi.
Attirano visitatori con salite fluide verso balconi panoramici sulle Alpi. Mete come Harder Kulm e il Pilatus sono classici intramontabili, e molte località sciistiche contano su di loro per portare sciatori e snowboarder in quota.
I moderni sistemi di sicurezza le rendono tra i modi più affidabili per muoversi in montagna. Le ampie vetrate trasformano il tragitto in parte dell’esperienza, con valli e cime che scorrono accanto.
In sostanza, le funicolari sono cucite nella cultura e nella routine svizzera. Risolvono problemi di trasporto difficili e, allo stesso tempo, diventano esse stesse un’attrazione, riflettendo il mix tra finezza ingegneristica e rispetto per la natura.
Jeepney (Filippine)
Il jeepney è un mezzo di trasporto pubblico audace e fuori dagli schemi — un’icona nazionale delle Filippine. Questi minibus, immediatamente riconoscibili per le carrozzerie personalizzate e l’arte vivace, sono nati dopo la Seconda guerra mondiale e da allora fanno parte della vita di tutti i giorni.
Derivano dai jeep militari americani rimasti come surplus al termine del conflitto. Il telaio venne allungato e i sedili aggiunti, creando un veicolo capace di portare più passeggeri. Quella che nacque come soluzione temporanea è diventata un tassello stabile del sistema di trasporto — e un fenomeno culturale.
I jeepney operano come taxi collettivi su percorsi fissi, coprendo tragitti brevi e medi in città e nelle aree rurali. A differenza degli autobus standard, si fermano su richiesta lungo il percorso.
Più che veicoli, i jeepney incarnano creatività e resilienza: una soluzione pratica trasformatasi in simbolo, che molti visitatori associano allo spirito e ai colori delle Filippine.
Slitte (Russia, Paesi nordici)
Le slitte sono un modo tradizionale di muoversi in Russia e nei Paesi del Nord — Norvegia, Svezia, Finlandia — dove neve e ghiaccio per lunghi mesi rendevano poco pratici altri mezzi. Hanno plasmato abitudini e cultura, servendo il lavoro come il tempo libero.
Sono nate ovunque gli inverni rigidi imponessero qualcosa che scorresse sulla neve. Varianti sono comparse in tutto il Nord — dai villaggi russi alle comunità nomadi artiche.
In Russia erano indispensabili d’inverno: nelle campagne si trasportavano fieno, legna e provviste su pattini, e le slitte trainate da cavalli coprivano percorrenze più lunghe. Sono entrate anche nelle usanze festive e nel divertimento, tra passeggiate e celebrazioni.
Nei Paesi nordici come Norvegia e Finlandia hanno supportato caccia, spostamenti nei boschi e perfino i soccorsi in condizioni difficili.
Oggi le slitte vivono nello svago e nello sport. Ogni inverno bambini e famiglie scivolano sulle colline in Russia e Scandinavia; la tradizione resta all’aria aperta. Le versioni sportive sostengono discipline come slittino, sci trainato da cani e biathlon con slitta da renna.
Cable car di San Francisco (USA)
La cable car di San Francisco è un mezzo pubblico unico e tra i più riconoscibili degli Stati Uniti. Funziona a trazione via cavo ed è l’unico sistema operativo al mondo di questo tipo. Da asse della mobilità quotidiana è diventata il veicolo di chi vuole sentire il carattere storico della città, tra residenti e visitatori.
La prima linea aprì nel 1873 per risolvere un problema concreto: affrontare in sicurezza ed efficienza le ripide colline urbane, dove altri veicoli faticavano.
Col tempo la cable car è diventata un simbolo della città e un forte richiamo. Ogni anno la si sceglie per l’esperienza e per le vedute che si aprono tra strade e saliscendi.
Tra i percorsi più noti c’è la Powell–Hyde, che attraversa il centro e tocca luoghi amatissimi come Pier 39, Nob Hill e Lombard Street, spesso presentata come la strada più tortuosa del mondo.
Nel 1964 il sistema è stato dichiarato National Historic Landmark, a sottolinearne il valore per la storia e la cultura statunitensi. Ancora oggi è in servizio, nonostante i costi e la complessità della manutenzione, perché è utile sulle forti pendenze di alcuni quartieri ed è parte di ciò che rende San Francisco, San Francisco.
Risciò (Cina, India, Bangladesh)
Il risciò è un veicolo tradizionale dell’Asia, diffuso in Cina, India e Bangladesh. Nato come carro leggero trainato a mano, si è poi evoluto nelle versioni a pedali e motorizzate. In molte città è diventato parte del paesaggio urbano — un ponte tra eredità e praticità per i brevi tragitti.
Comparso in Giappone alla fine dell’Ottocento, si è rapidamente diffuso in Asia, soprattutto in Cina e India. I primi modelli erano carrozzelle a due ruote tirate da una persona, con i passeggeri seduti dietro. Si rivelarono pratici nelle strade strette e nei quartieri affollati, offrendo un’opzione accessibile per gli spostamenti locali.
Col tempo sono diventati anche segni culturali. In molti luoghi i risciò a pedali sono decorati con colori vivaci, motivi, slogan o immagini religiose che riflettono gusti e credenze del conducente.
È un lavoro fisicamente impegnativo e in passato portava con sé uno status sociale basso. Molti conducenti sono migranti o provengono da comunità più povere, per i quali il risciò è una fonte di reddito primaria.
Nonostante la modernizzazione, i risciò restano nel paesaggio urbano di Cina, India e Bangladesh — una prova di resistenza e adattamento, dove tradizione e tecnologia più recente si incontrano.
Treno di bambù (Cambogia)
Il treno di bambù — localmente chiamato norry — è un veicolo ferroviario improvvisato diventato simbolo della Cambogia rurale. In sostanza è una semplice piattaforma di bambù su piccole ruote che corre su binari standard. È nato come soluzione pratica sulle vecchie linee in aree con accesso limitato ad altri trasporti, servendo prima i residenti e poi conquistando i visitatori con la sua essenzialità.
È emerso negli anni Ottanta, dopo la guerra civile, quando buona parte della rete ferroviaria era danneggiata. Nelle campagne, la popolazione ha riutilizzato i binari rimasti costruendo mezzi di fortuna con materiali di base.
Per i villaggi ha offerto un modo rapido ed economico di muovere persone e merci, soprattutto dove le strade erano impraticabili o assenti.
Col passare del tempo, il treno di bambù è diventato un simbolo dell’ingegno e dell’adattabilità delle comunità rurali: diretto, efficace, nato dalla necessità.
I turisti lo scelgono per la novità e per lo sguardo che apre sui paesaggi rurali e sulla vita quotidiana della Cambogia.
Shinkansen (Giappone)
Lo Shinkansen è la rete ferroviaria ad alta velocità del Giappone, celebre nel mondo per rapidità, puntualità e sicurezza — spesso soprannominata treno proiettile per profilo e prestazioni. Dal 1964 ha ridisegnato il trasporto pubblico nel Paese ed è diventata un punto di riferimento dell’ingegneria moderna.
Il primo servizio partì nel 1964, poco prima delle Olimpiadi di Tokyo, sulla linea Tokaido tra Tokyo e Osaka — il primo corridoio ferroviario ad alta velocità al mondo. I treni iniziali viaggiavano intorno a 210 km/h, molto più veloci di qualsiasi altro mezzo dell’epoca.
Da allora la rete si è estesa in tutto il Paese, collegando le principali città su linee come la Tohoku, la Sanyo e la Hokkaido Shinkansen. Nuove tratte e tecnologie hanno spinto le velocità operative fino a 320 km/h, migliorando al contempo sicurezza e comfort.
Frequenze elevate e alta velocità lo rendono la prima scelta per lavoro e tempo libero. Colpisce il dato sulla puntualità: lo scostamento medio dall’orario è inferiore a un minuto all’anno, uno dei record assoluti nel trasporto pubblico.
Nel corso della sua storia, la rete non ha registrato incidenti mortali o episodi gravi — un primato che parla da sé.
Lo Shinkansen incarna l’ambizione tecnologica e gli standard di qualità del Giappone. Il suo debutto ha segnato la leadership del Paese nel ferroviario, e il know-how maturato ispira oggi progetti ad alta velocità anche oltre i confini nazionali.
Kayak (Groenlandia, Alaska, Canada)
Il kayak è un’imbarcazione tradizionale a pagaia creata dai popoli indigeni dell’Artico — tra cui le comunità inuit di Groenlandia, Alaska e Canada. Storicamente era il mezzo principale per muoversi su acque gelide durante la caccia e la pesca. Anche se le versioni moderne si sono diffuse nello sport e nel turismo, il kayak resta un potente legame con la natura e una prova di abilità di sopravvivenza in climi estremi.
Inuit, Aleuti e altri popoli artici costruivano i kayak migliaia di anni fa con telai in ossa di balena o legno rivestiti di pelli di foca o tricheco. Il progetto era leggero e galleggiante — ideale per i mari artici. Pensati per caccia e pesca, i kayak erano silenziosi, agili e abbastanza discreti da avvicinare animali marini come foche, balene e pesci.
Per le popolazioni del Nord un kayak era più di un mezzo: incarnava un rapporto con l’ambiente. Costruirlo e condurlo, leggere correnti e meteo, capire il comportamento degli animali erano competenze vitali tramandate di generazione in generazione.
Oggi i kayak sono ampiamente usati per il tempo libero. I modelli moderni, in materiali resistenti e leggeri come plastica, fibra di vetro o carbonio, li rendono ancora più pratici. Il kayak è cresciuto come attività outdoor nel mondo: un modo per esplorare fiumi, laghi, mari e coste, vivendo la natura all’altezza dell’acqua.
In fondo, il kayak è simbolo di resilienza, adattamento e profonda conoscenza dell’ambiente. Porta nel presente le tradizioni dei popoli artici, continuando a offrire un modo semplice ed efficace di muoversi sull’acqua.