05:45 13-12-2025
Bevande nazionali del mondo: storia, riti e sapori
Scopri le bevande nazionali più celebri e curiose: sake, tequila, cachaça, vino, vodka, mate, tè e altre. Storia, usi, rituali e idee per provarle in viaggio.
Le bevande nazionali sono parte viva della cultura e delle tradizioni di innumerevoli Paesi. Raccontano storia, clima e persino il carattere di un popolo. Ogni nazione custodisce il suo sorso simbolo: dal caffè rinvigorente dell’Etiopia al tè deciso della Cina, fino al vino rinfrescante della Francia. In questo viaggio tocchiamo diversi angoli del mondo per capire quali bevande sono diventate il biglietto da visita degli Stati, come sono nate e che ruolo hanno nella quotidianità. E, oltre ai nomi più noti tra alcolici e analcolici, scopriamo specialità regionali che mostrano quanto sia davvero variegato il nostro pianeta.
- Giappone — sake
- Messico — tequila, mezcal
- Brasile — cachaça
- Francia — vino
- Russia — vodka, kvas
- Cina — baijiu (vodka di riso)
- Corea del Sud — soju, makgeolli
- Scozia — Scotch (whisky scozzese)
- Turchia — rakı
- Finlandia — Koskenkorva
- India — lassi (bevanda allo yogurt), arrack
- Cechia — birra Pilsner
- Cuba — rum
- Argentina — mate
- Marocco — tè alla menta
- Spagna — sangria, horchata (orxata)
- Svezia — glögg (vin brulé)
- Germania — birra
Giappone — sake
Il sake, o nihonshu, è la bevanda alcolica nazionale del Giappone, prodotta fermentando riso con acqua, lievito e koji. Il riso viene accuratamente lucidato per eliminare gli strati esterni e lasciare il cuore amidaceo, passaggio che incide sulla qualità. In fermentazione, l’amido si trasforma in zuccheri e poi in alcol. Gli stili spaziano dal junmai (solo riso) al ginjo (morbido e aromatico). Può essere secco o amabile e si serve caldo o freddo a seconda di stagione e preferenze.
In Giappone il sake scorre non solo sulle tavole di ogni giorno ma anche nei riti e nelle celebrazioni, dalle cerimonie shintoiste ai matrimoni, dove richiama purificazione, armonia e buona sorte. Una tradizione che, ancora oggi, unisce.
Messico — tequila, mezcal
La tequila, simbolo del Messico, nasce dall’agave blu che cresce soprattutto nello stato di Jalisco. Il cuore della pianta, la piña, viene cotto, schiacciato e fermentato; il succo viene poi distillato due volte per ottenere quel carattere inconfondibile. Le categorie includono blanco (non invecchiata), reposado (fino a un anno in rovere) e añejo (oltre un anno). Presenza fissa nelle feste come il Día de los Muertos e motivo d’orgoglio nazionale, si beve con sale e lime o miscelata in classici come la Margarita.
Il mezcal è un altro distillato tradizionale, ottenuto da diverse specie di agave e con radici che risalgono al periodo precoloniale. Le piñas vengono arrostite in fosse nel terreno, da cui la nota affumicata, prima di essere frantumate, fermentate e distillate. Gli stili vanno dal joven (giovane, non invecchiato) all’añejo (affinato in botte). Spesso confuso con la tequila, il mezcal offre una gamma più ampia e stratificata grazie al metodo produttivo. Resta una bevanda dal forte peso culturale, legata a tradizioni indigene e rituali, gustata liscia o in cocktail per la sua intensità aromatica.
Brasile — cachaça
La cachaça, spesso definita il “rum” del Brasile, si ottiene distillando succo fresco di canna da zucchero fermentato. La sua storia risale all’epoca coloniale, quando la canna segnava l’economia del Paese. Esistono due grandi famiglie: branca (o prata), trasparente e non invecchiata, e amarela, affinata in legno per un profilo più rotondo e ricco.
È l’anima della Caipirinha — cachaça, zucchero e lime — cocktail che incarna lo spirito delle feste brasiliane, tra Carnevale e samba. Con sfumature fruttate e speziate, la cachaça è insieme pilastro culturale ed esportazione celebrata.
Francia — vino
Il vino è inseparabile dalla cultura e dalla tavola francesi. La Francia è tra i maggiori produttori ed esportatori al mondo, con regioni come Bordeaux, Borgogna, Champagne e Provenza definite da stili distintivi. Le classificazioni per territorio, vitigno e metodo aprono a un ventaglio vastissimo di profumi e sapori.
Dal rosso al bianco, passando per rosé e bollicine — con lo Champagne come orgoglio nazionale — ogni bottiglia riflette il suo terroir: clima, suoli e paesaggio. La tradizione è centrale, con tecniche d’altri tempi che convivono con pratiche moderne.
Il vino accompagna pasti quotidiani e momenti di festa. Evoca eleganza, finezza e voglia di vivere: non sorprende se sia percepito come un pilastro dell’identità francese.
Russia — vodka, kvas
La vodka è il distillato nazionale e un pilastro del patrimonio culturale russo. Ottenuta dalla distillazione di alcol etilico — di norma da cereali o patate — con acqua, ha gusto e profumo generalmente neutri, che la rendono adatta sia liscia sia in miscelazione.
La sua storia è antica e la si ritrova in cerimonie e ricorrenze — dai banchetti di famiglia ai matrimoni — dove rappresenta ospitalità e condivisione. Ingredienti semplici, ma qualità che dipende da una purificazione attenta. Tradizionalmente servita ben fredda e accompagnata da stuzzichini sostanziosi, la vodka è quasi un linguaggio comune di convivialità.
Il kvas è un caposaldo della tradizione russa con un’ampia diffusione sociale. Bevanda a bassa gradazione, si ottiene da pane di segale o farina fermentati con malto, lievito e zucchero. È rinfrescante, lievemente acidula e in genere non supera l’1,2% di alcol: da oltre un millennio è presente nella vita di tutti i giorni e nelle feste.
Legato a semplicità e memoria, prodotto tanto dai contadini quanto dalle famiglie nobili, il kvas è apprezzato d’estate per la sua freschezza e fa anche da base all’okroshka, la celebre zuppa fredda. Un gusto inconfondibile che ha attraversato i secoli.
Cina — baijiu
Il baijiu è il tradizionale distillato nazionale cinese, vigoroso e di norma ottenuto da cereali come il sorgo. Con gradazione tra il 35% e il 60%, è tra i più forti al mondo. Il nome significa letteralmente “alcol bianco” e la sua presenza nella cultura è profonda, centrale in riti e festività.
La produzione impiega un particolare starter di fermentazione che dona al baijiu l’aroma caratteristico. Gli stili sono molto vari, dai profili più dolci a quelli intensi e speziati. È consuetudine nei matrimoni e nei banchetti d’affari, servito in piccoli bicchieri e bevuto in un solo sorso come gesto di rispetto: un emblema di ospitalità e costume sociale.
Corea del Sud — soju, makgeolli
Il soju è il distillato nazionale, tradizionalmente ricavato dal riso ma oggi anche da orzo, frumento o patate. Con 16%–25% vol. è più gentile di molti alcolici, caratteristica che spiega il suo successo dentro e fuori dal Paese. Morbido e lievemente dolce, si beve perlopiù liscio in piccoli bicchieri.
Il soju è al centro del galateo a tavola: ai ritrovi familiari e d’affari i più giovani versano per gli anziani e distolgono lo sguardo quando bevono. Entra anche nei mix — compresa la combinazione con la birra — e si abbina con facilità a vari stuzzichini. È un facilitatore sociale nel senso migliore: aiuta a sciogliere le distanze.
Il makgeolli è un tradizionale vino di riso leggero, attorno al 6%–8% vol. Si ottiene fermentando riso cotto, acqua e lo starter nuruk. È lattiginoso, leggermente dolce e piacevolmente acidulo. A lungo legato alla vita rurale e al rilassarsi dopo il lavoro, è tornato popolare tra i giovani e i visitatori grazie al profilo morbido e all’aspetto caratteristico.
Servito in ciotole metalliche e spesso accompagnato da pajeon (frittelle salate), il makgeolli racconta ospitalità e identità coreane.
Scozia — Scotch (whisky scozzese)
Lo Scotch — lo spirito nazionale — nasce da orzo maltato distillato e invecchiato almeno tre anni in botti di rovere, da cui profondità e profumo. Imbottigliato attorno al 40%, si fonda su tre soli ingredienti: acqua, malto e lievito.
Gli stili includono single malt, blended e grain, ciascuno segnato dalla regione di provenienza. Più di una bevanda, lo Scotch è parte dell’identità scozzese e del suo racconto: si alza nei brindisi delle grandi occasioni, come l’Hogmanay, ed è simbolo di perizia e orgoglio.
Turchia — rakı
Il rakı, tradizionale distillato all’anice, diventa bianco lattiginoso quando si allunga con acqua — da qui il soprannome «latte del leone». Di solito tra 40% e 50% vol., nasce distillando alcol d’uva con semi di anice.
Attorno al rakı c’è un rituale preciso: scorre lentamente tra i piattini di meze — formaggi, olive, pesce, verdure — mentre la conversazione è protagonista. Si beve liscio o diluito, per addolcirne la forza e aprire le note d’anice. È un compagno naturale degli incontri calorosi e di un’idea di ospitalità molto turca.
Finlandia — Koskenkorva
Koskenkorva è lo spirito nazionale finlandese: una vodka distillata da orzo locale di alta qualità e da pura acqua di sorgente. Circa 40% vol., è robusta ma pulitissima grazie a una distillazione accurata. Prende il nome dal villaggio di produzione; spesso accomunata alla vodka, si distingue per un processo di purificazione specifico e per il carattere locale. Oltre alla versione classica, sono diffuse varianti aromatizzate a frutta e frutti di bosco.
Si beve liscia o in cocktail e non manca nelle festività e alle tavole tradizionali finlandesi: un omaggio discreto alla natura e a un’ospitalità senza fronzoli.
India — lassi (bevanda allo yogurt), arrack
Il lassi è una bevanda indiana a base di yogurt, insieme dissetante e nutriente. Due le varianti classiche: dolce (con zucchero o frutta, come il mango) e salata (con sale e spezie come cumino e menta). Alla base ci sono sempre yogurt e acqua, più spezie o dolcificanti: la consistenza è cremosa e gentile.
È un alleato contro il caldo e un controcanto per i piatti piccanti — lo yogurt smorza la sensazione di bruciore. In alcune regioni si aggiungono acqua di rose o zafferano per un tocco fragrante. Diffuso soprattutto nel Nord, è presente sia ai pasti quotidiani sia nelle celebrazioni, segno semplice di accoglienza e benessere.
L’arrack è un distillato tradizionale presente in India e in gran parte dell’Asia meridionale e sudorientale. In India si ricava da canna da zucchero fermentata, linfa di cocco o riso, a seconda delle aree. La gradazione oscilla in genere tra il 30% e il 50% vol. Con profilo robusto e lievemente astringente e radici ben piantate nelle comunità rurali, ricorre in rituali e feste. Si beve liscio o diluito con acqua o succhi di frutta.
Cechia — birra Pilsner
Nata a Plzeň nel 1842, la Pilsner è diventata il biglietto da visita della Cechia. Dorata, limpida e con un’amarezza misurata, profuma di luppoli Saaz e ha dettato lo standard di uno stile oggi amato in tutto il mondo. Si produce con orzo di qualità, acqua dolce e luppoli aromatici: precisione e misura in un sorso.
La birra è centrale nella cultura ceca e la Pilsner occupa un posto speciale per qualità e valore storico. Si serve fredda in bicchieri alti e dà il meglio nelle birrerie, tra amici: una tradizione che continua a fare comunità.
Cuba — rum
Il rum è il filo conduttore della storia cubana. Si ottiene da sottoprodotti della canna da zucchero, come melassa e succo: fermentazione, distillazione e affinamento in rovere danno vita a profili che vanno dal leggero e setoso al più scuro e complesso — il tempo in botte fa la differenza.
Etichette come Havana Club e Santiago de Cuba sono note ben oltre l’isola, e il rum cubano è la spina dorsale di classici come Mojito, Daiquiri e Cuba Libre — cocktail che evocano sole, danza e ritmi distesi dei Caraibi. È un simbolo culturale e un legame con il passato coloniale e l’economia dello zucchero: un orgoglio nazionale richiesto in tutto il mondo.
Argentina — mate
Amatissimo in Argentina e in gran parte del Sud America, il mate si prepara con foglie essiccate e macinate di yerba mate e acqua calda (non bollente). Si sorseggia con una bombilla, la cannuccia metallica, da un recipiente dedicato.
Dal gusto piacevolmente amarognolo e ricco di nutrienti come vitamine e antiossidanti, contiene mateina, stimolante simile alla caffeina. Ma a colpire è soprattutto il rituale: la stessa tazza che gira tra i presenti, un gesto silenzioso di vicinanza e dialogo. Zucchero o miele — e talvolta erbe — sono opzionali; lo spirito di condivisione, no.
Marocco — tè alla menta
Il tè alla menta è la bevanda nazionale del Marocco e sinonimo di accoglienza. Si prepara con tè verde Gunpowder, menta fresca e abbondante zucchero. La preparazione è un piccolo rito: versare avanti e indietro tra teiera e bicchiere per intensificare il gusto e creare una leggera schiuma.
Servito ovunque, dalle tavole di famiglia agli incontri ufficiali, rinfresca il caldo con la sua dolce freschezza. Arriva in piccoli bicchieri e si gusta senza fretta: più di un’abitudine quotidiana, un segno d’identità che mette insieme le persone e scalda l’ospite.
Spagna — sangria, horchata (orxata)
La sangria unisce vino, frutta fresca, succo e talvolta un tocco di distillato come il brandy. Il nome viene da sangre — “sangue” — e rimanda al rosso profondo delle versioni con vino rosso. È la protagonista dell’estate, servita ben fredda.
Le ricette sono infinite: agrumi, mele, pesche e frutti di bosco, oppure vino bianco o bollicine per una sangria blanca. Versata in grandi caraffe e pensata per essere condivisa, racconta un modo di vivere che privilegia allegria, apertura e compagnia.
L’horchata (orxata), amatissima a Valencia, è una bevanda vegetale a base di tuberi di chufa, acqua e zucchero. Bianca e cremosa, si serve tradizionalmente fredda per massima freschezza.
Si accompagna spesso ai fartons, dolci allungati da intingere. È buona e considerata salutare — la chufa è ricca di vitamine e antiossidanti. Un’abitudine locale e un orgoglio della quotidianità valenciana.
Svezia — glögg (vin brulé)
Il glögg è il caldo abbraccio dell’inverno svedese, soprattutto a Natale. Si parte da vino rosso o da una base più forte, come vodka o acquavite, e si scalda con spezie — cannella, chiodi di garofano, cardamomo, zenzero — più zucchero, scorza d’arancia e spesso mandorle e uvetta.
Servito bollente con biscotti allo zenzero o panini allo zafferano, il glögg è il riassunto di calore domestico e festa: l’invito a trattenersi quando le notti si allungano.
Germania — birra
La birra è la bevanda nazionale tedesca, una tradizione vivissima. La varietà è notevole: lager, Pils, Weissbier (birra di frumento), Bock e molto altro. Il Reinheitsgebot, la legge sulla purezza del 1516, limitava gli ingredienti ad acqua, orzo e luppolo: un manifesto di rigore e qualità.
La birra scandisce abitudini e feste. L’Oktoberfest di Monaco richiama appassionati da tutto il mondo, con birre speciali pensate per l’occasione. In birreria o all’aperto, i boccali brindano accanto a brezel, salsicce e crauti. La birra tedesca è sinonimo di maestria, continuità e legame condiviso.