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Selfie da cartolina: 8 destinazioni iconiche e fotogeniche nel mondo

Scopri 8 mete perfette per selfie: Torre Eiffel, Grand Canyon, Santorini, Burano, Laguna Blu, Petra, Chichen Itza e Park Güell. Spot e dritte essenziali.

Rost.galis, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Nella cultura dei viaggi di oggi, i selfie sono diventati parte naturale del percorso: un modo per fermare attimi sfuggenti e condividerli con amici e follower. A caccia dello scatto perfetto, i viaggiatori raggiungono gli angoli più scenografici del pianeta, dalle icone dell’architettura ai paesaggi allo stato puro. Alcuni luoghi sembrano davvero nati per l’obiettivo. Qui sotto, le destinazioni che spiccano: posti in cui ogni fotogramma può sembrare un piccolo pezzo d’arte. Che sia la romantica Torre Eiffel a Parigi o il mistero di Machu Picchu in Perù, questi scenari offrono non solo viste magnetiche, ma anche un’atmosfera che regala a ogni selfie un pizzico di magia.

Torre Eiffel (Parigi, Francia)

Maksim Sokolov (maxergon.com), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Poche icone sono riconoscibili al primo sguardo come la Torre Eiffel: emblema di Parigi e calamita per chiunque tenga in mano una fotocamera. Svettando sopra la città, attira ogni anno milioni di visitatori, molti dei quali alla ricerca del selfie definitivo. Cosa la mantiene in cima alla lista?

Innanzitutto, è un fondale che lavora per te: linee monumentali, peso storico e quell’aura dell’Esposizione Universale del 1889, quando debuttò come impresa di ingegneria e arte. Un selfie qui non congela soltanto un istante, ma attinge alla misura e al romanticismo della città.

In più, le prospettive sono tante: a livello strada puoi esaltarne la grandezza; dalle piattaforme panoramiche ottieni la veduta dall’alto su Parigi. Dopo il tramonto, migliaia di luci trasformano l’atmosfera in puro teatro: gli scatti serali sembrano quasi cinematografici.

Vale la pena ricordare che la torre in sé può essere fotografata liberamente, ma la sua illuminazione è considerata un’opera distinta tutelata dal diritto d’autore. In Francia, pubblicare foto notturne della torre è vietato e può comportare fino a cinque anni di carcere e una multa fino a 0,5 milioni di euro.

Grand Canyon (Arizona, USA)

Tuxyso / Wikimedia Commons

Plasmato dal fiume Colorado nel corso di milioni di anni, il Grand Canyon è uno dei grandi spettacoli della natura: vasto, stratificato, fotogenico all’infinito. Come set per selfie offre una dose di dramma che non si può simulare.

La scala è la prima cosa che colpisce: più di 1,6 chilometri di profondità e circa 446 chilometri di lunghezza. Il paesaggio è epico per definizione.

Le opzioni non mancano. Il South Rim è il più accessibile e frequentato, con panorami stupefacenti a ogni curva. Il più quieto North Rim non è meno scenografico e invita a scatti più contemplativi.

La luce è l’ingrediente segreto. Durante il giorno il canyon cambia carattere, ma sono alba e tramonto a tingere le rocce di rossi, aranci e viola: momenti in cui i selfie danno il meglio.

Santorini (Grecia)

Norbert Nagel, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Santorini sembra pensata per l’obiettivo: architetture candide, cupole blu e una vista sulla caldera che ruba la scena.

A Oia, le celebri cupole delle chiese e i muri bianchissimi dettano il ritmo: il tramonto dalle rovine del vecchio castello è un classico che continua a sorprendere.

Fira, la capitale, è un dedalo di vicoli, facciate bianche e bougainvillea. Da una terrazza sulla caldera anche uno scatto improvvisato ha un’aria curata.

Imerovigli aggiunge quota e pathos, con affacci a picco sulla caldera e sull’Egeo, oltre alla chiesa di San Giorgio con cupola blu. Alla Red Beach, le falesie color cremisi incontrano un mare di un blu incredibile: un contrasto pronto per selfie d’impatto.

I villaggi antichi come Pyrgos ed Emporio, con architettura tradizionale e vicoli stretti, offrono fondali ricchi di texture. Anche un tavolo in una taverna classica — piatti locali, cortile, vista — può trasformarsi in un’inquadratura forte.

Per cambiare atmosfera, vigne e cantine abbinano degustazioni a vedute su campi e mare. A Santorini, ogni angolo sembra già una composizione in attesa.

Burano (Venezia, Italia)

Rustam Abdrakhimov, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Burano, nella laguna di Venezia, è un sogno a colori: facciate vivaci, canali quieti e un fascino quotidiano che in foto salta subito agli occhi. Ogni casa sfoggia una tinta diversa, e anche una passeggiata breve regala composizioni allegre in serie.

In piazza Galuppi, la chiesa di San Martino e il suo campanile leggermente pendente aggiungono un tocco ironico agli scatti. Un altro angolo molto amato è dal ponte sul canale Rio di Ponte Baldun, dove i riflessi raddoppiano la tavolozza.

Le botteghe e i laboratori di merletti aggiungono carattere: selfie accanto ai pezzi lavorati a mano portano con sé un senso di luogo. Sull’estremità dell’isola c’è anche un piccolo parco con affacci sulla laguna e sulle isole vicine.

Con le luci della sera, Burano diventa una fiaba: facciate illuminate che si specchiano nei canali e creano inquadrature romantiche, particolarmente evocative.

Laguna Blu (Islanda)

Acediscovery, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

La Laguna Blu d’Islanda è celebre per le acque geotermiche color latte-azzurro incastonate tra campi di lava nera: un contrasto surreale che in foto funziona alla perfezione.

La protagonista è l’acqua. Le piscine ricche di minerali brillano in sfumature di blu che risaltano contro la roccia scura e il vapore bianco. Gli scatti dall’interno della laguna risultano spesso tra i più incisivi.

Non manca la nota giocosa della maschera bianca e cremosa di silice da applicare sul viso — benefica per la pelle e divertente in foto. La sera, luci soffuse e vapore accentuano il mood: i selfie notturni qui hanno un’aria raccolta, quasi da sogno.

Petra (Giordania)

Bernard Gagnon, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Petra è stupore scolpito nella roccia: una città scavata nella pietra con monumenti che impongono ancora silenzio. Il simbolo è il Tesoro (Al-Khazneh), la cui facciata intagliata nelle scogliere color rosa lascia il segno. Con la luce del mattino o del tardo pomeriggio, i selfie qui acquistano una forza particolare.

Il Siq — un canyon stretto con pareti alte fino a 80 metri — conduce al Tesoro e costruisce un’entrata dal sapore cinematografico, tra giochi di luce e ombra lungo le curve. Il Monastero (Ad-Deir), raggiungibile con una salita di 800 gradini, ripaga la fatica con imponenza e quiete: un fondale grandioso, difficile da dimenticare.

Le Tombe Reali colpiscono per dimensioni e dettagli, mentre l’Altura del Sacrificio (Al-Madbah) apre vedute ampie sull’intero sito per scatti panoramici. Anche l’anfiteatro romano scavato nella roccia diventa una scenografia potente per l’inquadratura.

Chichen Itza (Messico)

I, Ondřej Žváček, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Tra i siti archeologici più celebrati del Messico, Chichen Itza sembra fatto su misura per immagini incisive grazie alla grandezza delle sue rovine e alla storia che si respira. Protagonista è la Piramide di Kukulkan (El Castillo), una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo. Con cielo terso o al tramonto, i selfie qui hanno un peso speciale.

Poco distante, il Cenote Sacro — un tempo luogo di offerte — aggiunge un’aria di mistero, con i bordi verdi che incorniciano l’acqua. Il Grande Campo da Gioco, il più vasto del suo genere, impressiona per scala e bassorilievi: basta un’inquadratura semplice per coglierne la gravità.

Il Tempio dei Guerrieri, allineato con colonne scolpite come guerrieri, offre simmetrie forti. L’osservatorio El Caracol introduce una vena scientifica alla scena: la torre rotonda che si alza tra le rovine spicca in foto.

Il campo di gioco di Pakal Votan è un altro punto con elementi architettonici interessanti e un carattere distinto. Ovunque, le rovine incorniciate da giungla e prati verdi creano un palcoscenico atmosferico per la passeggiata — e per selfie che portano con sé il senso del tempo.

Park Güell (Barcellona, Spagna)

Jorge Franganillo, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Park Güell è la tavolozza di Gaudí trasformata in paesaggio: giocoso, organico, instancabilmente fotogenico. Il fulcro è la grande terrazza bordata da una panchina sinuosa rivestita di mosaici. Qui i selfie sembrano accendersi di colore.

All’ingresso principale, la celebre lucertola a mosaico (spesso chiamata “drago”) è una tappa obbligata. La scalinata monumentale che sale verso la terrazza, con fontane e geometrie, funziona quasi da ogni angolazione.

Più avanti, colonnati e gallerie evocano una foresta naturale: colonne come tronchi, curve che sembrano vive. La Casa-Museo Gaudí, dove l’architetto visse e lavorò, aggiunge una silhouette fiabesca a qualsiasi scatto.

E poi il panorama: da Park Güell lo sguardo abbraccia Barcellona. Nella luce morbida del mattino o della sera, i selfie con la città sullo sfondo — e la Sagrada Família in lontananza — hanno un carattere inconfondibile.

Da non perdere i padiglioni d’ingresso, con tetti brillanti e linee da fiaba, e i mosaici in trencadís sotto i piedi e lungo i muretti. Sono dettagli che, pezzo dopo pezzo, trasformano inquadrature semplici in ricordi vivaci con un tocco d’arte.