01:36 14-11-2025
Turisti molesti: chi irrita di più e come viaggiare con rispetto
Guida pratica ai turisti più irritanti: Persi, Shopper, maniaci dello schermo, fotografi e fumatori. Perché danno fastidio e come viaggiare con rispetto.
Viaggiare è tornato di moda: i biglietti spariscono in un attimo, gli aerei sono pieni e le città più amate del mondo brulicano di visitatori. Ma insieme alla folla cresce il coro di chi vive lì e sostiene che molti turisti si muovono senza riguardo, scompaginano la vita quotidiana e confondono le regole basilari di convivenza. Chi, dunque, irrita di più?
Il turismo è fantastico. Ma non per tutti
Fino a poco tempo fa i visitatori erano accolti a braccia aperte per il lavoro e il reddito che portavano. Oggi, in molte città, l’aria è cambiata: i residenti ricordano con sempre più forza che lì ci vivono loro, non sono lì per servire chi è di passaggio.
E non è difficile capirne il motivo. Il turismo di massa può essere invadente: le strade si intasano, il rumore aumenta, i rifiuti compaiono dove non dovrebbero. Le ricerche suggeriscono che più della metà dei viaggiatori sa che il proprio comportamento incide su chi abita sul posto. Eppure l’attrito resta. A essere sinceri, non serve una statistica per accorgersene.
Chi fa perdere più la pazienza?
1. I Persi — sempre fuori rotta
Sono quelli che con una mappa non vanno d’accordo. Si disperdono nella folla, restano indietro ai tour e chiedono continuamente indicazioni, rallentando il passo e mettendo alla prova la pazienza di tutti.
Per i residenti è estenuante: al posto delle normali interazioni quotidiane arriva un flusso continuo di richieste d’aiuto e sguardi smarriti. E alla lunga logora.
2. Gli Shopper — qui per gli affari, non per lo spirito del luogo
Cacciatori di sconti che ripartono con valigie a stento chiuse. Affollano i mezzi pubblici, stipano i negozi, comprano a pacchi.
Chi vive lì legge spesso questo comportamento come un “prendi e fuggi”, più che come curiosità autentica per la cultura locale. La strada migliore è fin troppo chiara: sostenere gli artigiani del posto e acquistare con criterio. È un gesto che fa la differenza.
3. I “prima lo schermo” — incollati al telefono
Documentano tutto: piatti, selfie, storie, video — spesso in mezzo al passaggio. Bloccano i flussi, parlano a voce alta in vivavoce e si isolano da ciò che li circonda.
Secondo i residenti, questa corsa al contenuto trasforma la città in un set cinematografico. A volte basterebbe alzare lo sguardo, respirare il luogo e starci davvero. Il ricordo diventa più nitido quando non è filtrato da uno schermo.
4. I Mangiucchiatori — mangiano ovunque capiti
C’è chi evita i bar e tira fuori il cibo in musei, per strada, perfino accanto ai monumenti. Il dopo è sempre lo stesso: cartacce, odori, panchine appiccicose.
Non è solo sgradevole: intacca l’aspetto e l’atmosfera della città, ed è comprensibile che irriti chi la abita ogni giorno.
5. I Fumatori — fumi senza confini
Anche dove le regole sono chiare, qualcuno le ignora e accende la sigaretta sui marciapiedi, all’ingresso dei musei o attaccato agli altri.
Fumo, odore e mozziconi danno fastidio a tutti — e possono diventare pericolosi, soprattutto quando caldo e siccità rendono più facile l’innesco di incendi.
6. I Fotografi — tutto per lo scatto
Con droni, treppiedi e tutta l’attrezzatura, occupano i punti migliori, rallentano le file e coprono la visuale. A volte la ricerca dell’inquadratura perfetta li spinge anche oltre i limiti consentiti.
Non è un caso se molte città cominciano a restringere i set fotografici nei luoghi affollati: basta uno scatto troppo ambizioso perché decine di altre persone si perdano l’attimo.
Perché dà così fastidio
Un visitatore scortese è una seccatura; centinaia sembrano un assedio. Le strade vanno in affanno, i residenti si sentono messi ai margini nei propri quartieri e l’atteggiamento verso il turismo si irrigidisce.
Nel 2025, per esempio, in Spagna e in Portogallo molte persone hanno lamentato che i loro condomini si erano trasformati di fatto in alberghi — vicini sostituiti da rumorosi gruppi in vacanza. Sentimenti del genere stanno crescendo.
Come non essere quel turista
È più semplice di quanto sembri:
- Fai attenzione. Guarda dove vai e non intralciare gli altri.
- Rispetta le regole locali. Se fumare o filmare è vietato, prendilo come un dato di fatto.
- Non trasformare il viaggio in una corsa a tappe tra negozi e spot fotografici. Cogliere l’essenza di un luogo vale più di un altro souvenir o di una clip in più.
- Non lasciare tracce. Vale per cibo, rifiuti e, a dirla tutta, anche per l’atteggiamento.
Un pensiero finale
Un turista è un ospite. E un buon ospite è quello che non complica la vita a chi lo accoglie. I Persi, gli Shopper, i “prima lo schermo” e gli altri non sono un problema perché cattivi: lo diventano quando dimenticano che, ovunque andiamo, entriamo a casa di qualcuno.
Se lo si tiene a mente, il viaggio diventa più gentile per tutti: visitatori, residenti e la città stessa.