17:33 02-12-2025

Lago Sevan, Armenia: come cambiano le stagioni e il paesaggio

Guida al Lago Sevan in Armenia: clima e stagioni tra estate vivace e inverno silenzioso. Scopri cosa vedere, natura e ritmi del lago più grande del Caucaso.

By Beko - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

In Armenia, quasi a duemila metri sul livello del mare, si stende l’immenso lago Sevan. È così esteso da essere considerato il più grande di tutto il Caucaso. Ma qui non conta solo la misura: a colpire è la sua mutevolezza. In estate Sevan è caldo, luminoso, pieno di vita; in inverno diventa freddo, quieto, come assopito. Sembra di trovarsi in due luoghi diversi che, in realtà, sono lo stesso lago.

Estate: acqua tiepida, sole intenso e vita tutt’intorno

I mesi estivi al Sevan sono una vera festa della natura. A luglio e agosto l’aria arriva intorno ai 28°C e il sole resiste per gran parte della giornata. Si viene per nuotare, prendere il sole, uscire in barca. L’acqua è accogliente, le rive sono verdi. Tutto si muove, vibra, fruscia.

I residenti lo chiamano spesso la perla armena, e d’estate l’appellativo sembra calzare a pennello. Il turismo entra nel vivo, le spiagge si riempiono, il paesaggio si anima. Ma il fermento porta con sé un carico: più persone significano più rifiuti, più rumore, più passaggi. Il lago e chi ci vive ne avvertono la pressione.

Inverno: quiete, ghiaccio e rive innevate

D’inverno lo scenario cambia di colpo. Le temperature possono scendere fino a -10°C. A dicembre la neve arriva quasi un giorno sì e uno no. Il lago si vela di ghiaccio, l’aria punge, tutto intorno impallidisce sotto il manto bianco.

Niente frastuono: restano ghiaccio, vento e silenzio. Gli abitanti notano che nella stagione fredda il lago sembra dormire. I visitatori sono pochi, la natura sospende il passo. L’atmosfera è diversa: pacata, con una nota di severità.

Primavera e autunno: stagioni di passaggio

Con la primavera la neve si scioglie e comincia il risveglio. Il lago si disgela a poco a poco, compaiono gli uccelli, gli alberi tornano a verdeggiare. In autunno accade l’opposto: tutto si prepara lentamente al riposo. L’acqua si raffredda, le giornate si accorciano, i colori scoloriscono.

Sono i momenti cardine del Sevan: né estate né inverno, ma qualcosa nel mezzo, coinvolgente a modo suo.

Perché conta

Sevan non è solo un lago bello: è un unicum. Quasi tutta l’acqua che vi arriva poi evapora, una rarità. E poiché siede in alto tra le montagne, ha un clima tutto suo: molto rigido d’inverno e moderatamente mite d’estate. Queste oscillazioni influenzano piante e animali, e perfino il modo in cui le persone utilizzano l’acqua del lago.

D’inverno la natura riposa, d’estate si ridesta. Quel ritmo ha peso: basta poco per alterarlo, rimetterlo in sesto è molto più difficile.

Che cosa sente la natura

Il Sevan cambia a ogni stagione. In estate è vivace e sonoro; in inverno è quieto, pacificato. In primavera e in autunno attraversa il passaggio, un po’ enigmatico. Più che un semplice bacino, sembra un organismo con un respiro proprio.

Anche senza aver mai messo piede in Armenia, il contrasto si immagina con facilità. Sevan mostra come calore e gelo, movimento e quiete possano convivere nello stesso luogo: tasselli di un unico, più ampio ciclo naturale.