09:35 02-12-2025
Sanni Yakuma in Sri Lanka: danze, demoni e maschere curative
Scopri il Sanni Yakuma, l’antico rituale notturno dello Sri Lanka: danze, maschere intagliate e teatro per scacciare i demoni della malattia. Dove vederlo
Nell’estremo sud-ovest dello Sri Lanka, lontano dal trambusto delle località di villeggiatura, alcuni villaggi ancora oggi si animano di notte con rituali singolari e magnetici. La gente indossa vivide maschere di legno, danza, canta e mette in scena quadri pensati per scacciare la malattia da una persona. Questo antico rito si chiama Sanni Yakuma, e qui il male non è solo febbre o tosse: è un demone, con un nome, un carattere e persino un volto.
Quando la malattia è uno spirito maligno
Nelle antiche credenze singalesi, le malattie venivano attribuite a spiriti malevoli. Se qualcuno si ammalava, voleva dire che un demone si era insediato. Per guarire non si ricorreva alle pillole—non ce n’erano—ma si celebrava una cerimonia speciale per espellere lo spirito. Così ha preso forma il Sanni Yakuma.
L’isola è buddhista, eppure questi riti convivono con la religione. Le persone tengono insieme la fede nel Buddha e l’idea che gli spiriti maligni possano essere beffati con danza, maschere e canto. Colpisce come questa sovrapposizione racconti la religiosità di tutti i giorni: più pratica vissuta che dottrina.
Una notte di danze, maschere e teatro
Il Sanni Yakuma non è una preghiera sommessa, ma uno spettacolo in piena regola che dura tutta la notte. Danzatori, guaritori e mascherai vi prendono parte. Al calare del sole il rito comincia e, fino all’alba, si susseguono danze, quadri e gesti rituali.
In scena compaiono 18 demoni, ognuno associato a un malessere specifico: uno per la febbre, un altro per la sordità, un terzo per i dolori di stomaco. A sovrastarli c’è Maha Kola Sanniya, che incarna tutte le malattie insieme.
I performer indossano maschere che raffigurano questi spiriti e inscenano episodi che li ridicolizzano, li prendono in giro e, così facendo, li cacciano. È qualcosa a metà tra un esorcismo, il teatro e una festa popolare. L’umorismo appare deliberato: serve a ridurre la paura alla sua giusta misura.
La maschera come rimedio
Le maschere del rito sono una storia a sé. Intagliate a mano in legni leggeri e dipinte, curano ogni colore, forma e dettaglio. Il demone delle malattie della pelle, per esempio, è cosparso di macchie; quello della sordità è segnato da orecchie smisurate.
Nascono in villaggi come Ambalangoda, dove gli artigiani tramandano il mestiere di generazione in generazione. Sono così riconoscibili e d’impatto che oggi compaiono non solo nei rituali, ma anche in musei, mostre e perfino nei negozi di souvenir.
Dove si trova oggi la tradizione
Un tempo queste cerimonie erano comuni. Con la medicina moderna e la vita urbana si sono fatte rare. Meno persone credono agli spiriti e i più giovani sono meno propensi a imparare le danze o l’intaglio. Eppure il Sanni Yakuma sopravvive in alcuni luoghi—se non come cura, come cultura.
Oggi le performance in maschera compaiono a festival ed eventi turistici. I villaggi dove si realizzano le maschere attraggono chi vuole vedere il mestiere all’opera, e alcuni artigiani tengono anche laboratori, insegnando a chiunque voglia cimentarsi nella creazione di una maschera.